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Serre nello spazio e piante extraterrestri, per sfamare una popolazione in continua crescita

Le stime prevedono che entro il 2030 saremo 9 miliardi di persone sulla Terra. La coltivazione spaziale di piante al di fuori del pianeta potrebbe aiutarci a soddisfare il fabbisogno globale e a sperimentare la resistenza delle piante

(Ansa) Come nel film ‘The Martian’, si coltivano le super-piante del futuro, arricchite di antiossidanti per dare cibo e ossigeno agli astronauti su Marte: le prime serre destinate agli ambienti impossibili per l’uomo sono state realizzate nel centro di ricerche dell’Eneaalla  Casaccia, a Nord di Roma. Sono fra i laboratori visitati oggi dal presidente della Repubblica.

“Puntiamo a ottenere piante in grado di accumulare pigmenti violacei con azione antiossidante contro i radicali liberi, come le antocianine“, ha detto il responsabile del laboratorio di biotecnologie dell’Enea, Eugenio Benvenuto, a margine della visita del presidente.

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Le piante di queste serre del futuro non servono però solo per la vita nello spazio, ma anche sulla Terra, sia come fabbriche di farmaci sia per sfamare una popolazione mondiale destinata, secondo le Nazioni Unite, a sfiorare i 9 miliardi nel 2030.

“Stiamo coltivando alcune piantine lontane parenti del tabacco, modificate geneticamente con tecniche di taglia e incolla il Dna, per produrre ad esempio anticorpi antitumorali, o vaccini veterinari in grandi quantità e a basso costo”, ha aggiunto Benvenuto. Un tipo di agricoltura diversa da quella tradizionale, senza l’uso del suolo, che – ha concluso il ricercatore Enea – permette di avere coltivazioni senza terreno in aree ristrette, come fabbriche abbandonate, palazzi o in metropolitana, come stanno sperimentando a Londra”.

“Stiamo studiando la resistenza delle piante a condizioni estreme, come la microgravità di Marte e l’esposizione a radiazioni solari e raggi cosmici“, ha spiegato all’ANSA il responsabile del laboratorio di biotecnologie dell’Enea Eugenio Benvenuto. 

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