Tre giorni nel centro di Taranto per riscoprire i sapori e le culture che caratterizzano mari e coste del paesaggio mediterraneo, conoscere produttori e cuochi che ne interpretano l’essenza e incontrare i tanti protagonisti del dibattito sul Mare Nostrum. È la seconda edizione di Mediterraneo Slow, che si è chiusa ieri, domenica 15 giugno, portando nel centro di Taranto migliaia di persone per celebrare l’unicità della cultura mediterranea a partire dal cibo.
Mediterraneo Slow è stata realizzata con il sostegno e la co-organizzazione di Regione Puglia – Fondo Europeo per gli Affari Marittimi, la Pesca e l’Acquacoltura (FEAMPA), Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste e Comune di Taranto. La tre giorni di eventi non sarebbe stata possibile senza la collaborazione e l’attivismo di Slow Food Puglia e al supporto dell’Istituto Centrale per il patrimonio immateriale, partner culturale.
«In questi giorni abbiamo raccontato il cibo come strumento di connessione tra popoli e culture, tradizioni e generazioni. Promuovere un cibo buono, pulito e giusto per tutti, tutelare la biodiversità e favorire un’agricoltura basata sul rispetto e la cura, È il nostro piccolo contributo a una cultura di pace oggi più urgente che mai. I popoli del Mediterraneo per millenni hanno lavorato con sapienza e artigianalità, consegnandoci conoscenze che rappresentano un patrimonio preziosissimo da cui attingere per una prospettiva di pace e prosperità che non guardi ai prossimi 5 anni, ma ai prossimi 5 secoli!» sottolinea Barbara Nappini, presidente di Slow Food Italia.
«Nel 2023 abbiamo debuttato a Taranto alla rotonda del lungomare sperimentando l’accoglienza calorosa dei cittadini pugliesi e dei turisti in visita nella Città dei Due Mari. In questa edizione 2025, l’affluenza nelle piazze del centro cittadino, la curiosità e i riscontri dei visitatori confermano che la strada intrapresa è quella giusta. Tutto questo ovviamente, grazie al supporto delle istituzioni, Regione e Comune in primis, ma anche grazie alla forza della rete di attivisti di Slow Food Puglia. A conferma della volontà di andare avanti su questa strada, il Protocollo d’intesa firmato alla vigilia della manifestazione da Regione Puglia, Comune di Taranto e Slow Food Italia che nei prossimi anni farà viaggiare nuovamente il messaggio di Mediterraneo Slow in questa terra e in questi mari» ricorda Daniele Buttignol, amministratore delegato di Slow Food Promozione.
Oltre 80 i produttori e gli artigiani in piazza Maria Immacolata e piazza della Vittoria che hanno raccontano la varietà dei loro frutti: a partire dalla regina della Città dei Due Mari, la cozza nera di Taranto, oli, vini, l’arte dei formaggi e degli insaccati, la diversità identitaria di pani, paste, frise e taralli con tanti Presìdi Slow Food e moltissimi produttori che fanno della produzione di cibo buono, pulito e giusto il loro obiettivo.
Nei giardini di Piazza Garibaldi, bambine e bambini hanno imparato giocando che ogni nostra azione finisce in mare e che i nostri gesti quotidiani possono essere preziosi alleati di un ecosistema tanto affascinante quanto delicato. Sempre sold out gli Show cooking e i Come si fa?, in cui i cuochi dell’Alleanza Slow Food, i produttori e gli artigiani hanno svelato i segreti del loro lavoro, tra grani antichi, biodiversità dei semi locali e contaminazioni in arrivo da tutte le sponde e da tutti i popoli che nei secoli hanno vissuto questo mare come ponte più che come elemento di separazione.
Cittadini e turisti hanno anche colto l’opportunità, ad esempio di partecipare agli eventi Off in programma. Tra gli altri, l’itinerario nel Mar Piccolo con i mitilicoltori del Presidio della cozza nera di Taranto, per comprendere dal vivo e grazie al racconto dei pescatori quanto lavoro serve per ottenere un prodotto di altissima qualità, riconosciuto dall’apposito disciplinare Slow Food.
Tra i relatori, Mediterraneo Slow ha portato a Taranto il giornalista Stefano Liberti, con la prima pugliese del monologo multimediale “Tropico Mediterraneo”; Rita Auriemma, archeologa, dell’Università del Salento; Mareme Cisse, Senegal, cuoca del ristorante Ginger-people&food; Lidija Pisker, Bosnia Erzegovina, vincitrice del Premio Speciale Slow Food – Terra Madre, nella XX edizione del Concorso letterario nazionale Lingua Madre; la palestinese Safa’a Ghalith, tecnologa alimentare, alunna del Master in Local Food Policy, nato dalla collaborazione fra Università di Scienze Gastronomiche e CIHEAM di Bari; Ferdinando Boero, professore di zoologia all’Università di Napoli Federico II, Presidente del Consiglio Scientifico della Stazione Zoologica Anton Dohrn, Vicepresidente dell’associazione ambientalista Marevivo; Jan Hans Georg Pachner, segretario Generale di One Ocean Foundation.
Il lavoro di Slow Food a Taranto non finisce qui. È stato presentato in questi giorni infatti il progetto TUI Field to Fork Puglia che intende valorizzare il patrimonio agroalimentare e culturale della zona di Palagiano e del Mar Piccolo di Taranto attraverso due prodotti simbolo del territorio: gli agrumi tradizionali e la Cozza Tarantina, entrambi Presìdi Slow Food. Il progetto ha una durata di due anni, dal 2025 al 2027, ed è promosso da Slow Food Italia con il supporto della TUI Care Foundation.
Arrivederci, Mediterraneo Slow!












