Salta al contenuto principale
  • BUONGIORNO ITALIA! Non si può scegliere il modo di morire. O il giorno. Si può soltanto decidere come vivere. Ora.John Baez

La vendita a domicilio? Un lavoro per giovani

di Alessandro Ragazzo
Un vero e proprio boom tra gli under 35, dove uno su tre preferisce questa strada, considerata più felice e meritocratica. E si lavora in modo autonomo
La vendita a domicilio? Un lavoro per giovani

La vendita a domicilio? Un lavoro per millennial: il 37% dei venditori ha meno di 35 anni. Una professione che piace perché flessibile e meritocratica, alternativa al posto fisso ma anche al precariato della “gig economy”. Il 15,7% dei venditori Univendita è under 25: «Con la vendita diretta cominciano a lavorare autonomamente» spiega il presidente Ciro Sinatra.

La vendita a domicilio attrae i giovani italiani. Tra il miraggio del posto fisso e i lavoretti precari e senza tutele, sono in molti a scegliere una professione fra le più antiche: nelle aziende associate Univendita, l’associazione di categoria che rappresenta l’eccellenza del settore, il 15,7% dei venditori ha meno di 25 anni e il 21,3% è nella fascia d’età 25-34. Ben il 37% fa dunque parte della categoria dei millennial, ovvero i nati fra gli anni Ottanta e l’inizio dei Duemila: la generazione che entra nel mondo del lavoro proprio quando vanno in crisi i paradigmi tradizionali e la trasformazione digitale travolge modo di comunicare e stili di vita. «I giovani italiani – spiega Sinistra – sono tutto fuorché bamboccioni. I tanti che scelgono la vendita a domicilio ne sono la dimostrazione. In questo settore quello che conta è mettersi in gioco in prima persona, con serietà. La riuscita dipende dall’impegno e così i giovani, anche senza esperienze pregresse, hanno l’opportunità di conquistare autonomia e indipendenza».

Per alcuni è un impegno part-time mentre studiano, altri si dedicano alla vendita a tempo pieno e su di essa costruiscono una carriera. In ogni caso è un lavoro ben diverso da quelli effimeri e senza rete della “gig economy”. «Le aziende associate Univendita – continua Sinastra – investono molto sulle persone e sulla formazione, perché il loro è un modello di business sostenibile: fanno crescere professionisti qualificati, in grado di coltivare relazioni di qualità, e di lunga durata, con la clientela».

I giovani venditori a domicilio hanno l’occasione di sviluppare competenze e realizzare guadagni all’interno di realtà solide e strutturate. Le altre componenti che li attirano sono flessibilità e meritocrazia: se si leggono le storie dei finalisti dell’Oscar della Vendita 2017, il premio di Univendita al miglior venditore dell’anno raccontato in un e-book (www.univendita.it), è subito evidente che ad accomunare le varie esperienze è la soddisfazione di essere padroni del proprio tempo e vedere premiato l’impegno con risultati direttamente commisurati a esso.

Lo sottolinea per esempio Nicola Sella, 21 anni di Valdastico (Vicenza), che da quando ne ha 19 vende a domicilio lavatrici e asciugatrici a uso domestico e professionale. «Sono attivo nella Pro Loco del mio paese, sacrestano della mia parrocchia e presidente di un Vespa Team – racconta – e tutto questo non mi ha impedito di diventare uno dei migliori venditori d’Italia. La mia è una scelta di vita: la vendita a domicilio per me è il futuro». Anche per Pamela Spano, 23 anni di Firenze, rappresentante di un’azienda di prodotti di bellezza, la vendita a domicilio è stata una scelta precoce. «Ho cominciato alle superiori: ero appassionata di make-up – continua – e volevo un po’ d’indipendenza economica. Poi mi sono resa conto che stare dietro una scrivania otto ore al giorno non faceva per me, ed è diventato un lavoro a tempo pieno, dove ho la libertà di organizzarmi come meglio credo. Però non esistono lavori facili; bisogna rapportarsi con i clienti nel modo giusto ed essere brave consulenti prima che venditrici».

Sella e Spano hanno un altro punto in comune, tipico dei millennial: si sanno muovere benissimo tra web e le tecnologie digitali. Conferma Pamela Spano. «La gente sta molto su internet – dice la giovane – ed è abituata all’immediatezza. Uso anche i social network per tenermi in contatto con i clienti che poi incontro a domicilio; durante gli appuntamenti vendo e faccio consulenza». Della stessa opinione Nicola Sella. «Gli strumenti digitali – osserva – sono necessari e noi giovani siamo molto avvantaggiati in questo. Ci tengo molto a spiegarne l’importanza ai miei colleghi più in là con gli anni».

I giovani venditori sanno insomma sfruttare molto bene un ulteriore canale per generare il più potente strumento di marketing: il passaparola. «Ieri come oggi, il segreto del successo della vendita a domicilio – conclude Sinastra – è il clima di fiducia che si genera nel rapporto tra cliente e venditore. Una fiducia che non è venuta meno nemmeno in tempi di crisi: nel 2017 Univendita è cresciuta per l’ottavo anno consecutivo, con un fatturato delle imprese associate pari a 1,66 miliardi di euro (più 1,8% rispetto al 2016) e processando 12,2 milioni di ordini, che si stima equivalgano a circa 4,5 milioni di clienti serviti».