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Più lavoro e soldi: nelle famiglie cresce l'ottimismo

di Marco Restelli
I dati Istat indicano una svolta: frenano i prezzi al dettaglio e migliora l'indice di fiducia degli italiani. E anche il Codacons conferma questa nuovo clima. L'unico neo viene dalle aziende, che esprimono ancora delle perplessità
Aumenta la fiducia dei consumatori
copyright: IPA

Migliora il clima di fiducia di famiglie e singoli nei confronti del proprio futuro e della situazione generale del Paese. Secondo l'Istat, a marzo l'indice di fiducia dei consumatori aumenta da 115,7 a 117,5. Peggiora, invece, la fiducia delle imprese, con l'indice composito che passa da 108,5 a 106,0.

Per le famiglie, prosegue l'Istat, dopo il calo registrato lo scorso mese, la componente economica e quella futura salgono, rispettivamente, da 140,1 a 141,9 e da 119,8 a 121,1; la componente personale e quella corrente confermano la crescita degli ultimi mesi, passando, rispettivamente, da 108,0 a 109,3 e da 113,0 a 115,1. Più in dettaglio, la crescita della componente economica riflette un miglioramento dei giudizi sulla situazione economica del Paese e un ridimensionamento delle aspettative sulla disoccupazione; per quanto riguarda la situazione personale, l'evoluzione positiva dell'indice è caratterizzata dal miglioramento dei giudizi e delle aspettative sulla situazione economica familiare nonché da un aumento del numero di coloro che ritengono opportuno risparmiare sia nel momento attuale sia in futuro.

Con riferimento alle imprese invece, a marzo il clima di fiducia diminuisce nel settore manifatturiero (da 110,4 a 109,1) e nei servizi (da 109,8 a 107,2) mentre rimane stabile nel commercio al dettaglio (a quota 105,3). In controtendenza il settore delle costruzioni dove l'indice di fiducia aumenta lievemente, passando da 132,0 a 132,6. 

Il Codacons commenta positivamente l'aumento della fiducia dei consumatori registrato dall'Istat a marzo. «Dopo mesi di calo l'indice della fiducia torna a crescere», afferma il presidente Carlo Rienzi, «si tratta di un dato che fa ben sperare specie sul fronte dei consumi, che risentono in maniera fortissima delle aspettative dei consumatori. Non a caso le vendite al dettaglio dell'ultimo periodo hanno registrato una preoccupante riduzione in concomitanza con il peggioramento delle aspettative delle famiglie sul futuro". 
Sull'indice della fiducia monitorato dall'Istat, secondo Rienzi «incide in particolar modo le frenata dei prezzi al dettaglio. A marzo infatti si segnala un forte incremento della quota di coloro che ritengono i prezzi diminuiti negli ultimi 12 mesi e di quella di coloro che prevedono una diminuzione nei prossimi 12 mesi. Una percezione dei listini al dettaglio che alimenta l'ottimismo dei consumatori e potrebbe avere effetti positivi sui consumi».