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A capo del Demanio con Berlusconi e Prodi, la firma di Spitz sulle operazioni di dismissione di immobili pubblici

CHI È IL SUPERCOMMISSARIO PER IL MOSE

Nel ruolo di Direttore dell’agenzia del Demanio dal 2000 al 2008, la dirigente pubblica ha coordinato e diretto i più importanti progetti di dismissione del patrimonio immobiliare dello Stato (caserme, palazzi, uffici e appartamenti)

di Andrea Carli

14 novembre 2019


Fiumi d’acqua negli hotel, Venezia sommersa. Ma il Mose non è pronto

4′ di lettura

Elisabetta Spitz, laurea in architettura, è la dirigente pubblica di lungo corso che per conto del Governo giallorosso dovrà fare in modo che il Mose da fantasma inabissato nelle acque della Laguna, al palo da cinque anni nonostante sia costato 5,3 miliardi (che salgono a sette con i costi delle opere accessorie), diventi finalmente lo strumento in grado di frenare l’impatto dell’alta marea e dell’acqua alta su quel patrimonio di inesaurbile valore che è Venezia. Spitz è un volto e una storia che sono legati alle valorizzazioni e dismissioni del patrimonio immobiliare dello Stato.

In un certo senzo è la “zarina” di questo tipo di operazioni, che hanno contraddistinto la strategia del Tesorno negli ultimi anni. Nel ruolo di Direttore dell’agenzia del Demanio dal 2000 al 2008, ha coordinato e diretto i più importanti progetti di dismissione del patrimonio immobiliare pubblico (caserme, palazzi, uffici e appartamenti).

Apparsa alle cronache agli albori della Seconda repubblica, ma, in un certo senso, con un piede nella Prima Repubblica, come l’ex marito Marco Follini, vicepresidente del Consiglio dei ministri nel Berlusconi II, con alle spalle un percorso politico nella Dc.

Carattere autoritario e volitivo, come racconta chi ha lavorato con lei, le vengono riconosciute amicizie politiche trasversali ma anche una visione manageriale che ha contribuito a trasformare l’Agenzia del demanio, senza peraltro portarla mai a un assetto definitivo, in un pendolo di cui lei è stata pure protagonista, fra dismissioni (con la punta delle cartolarizzazioni) e valorizzazioni, spesso una strategia per rinviare o anche per strizzare l’occhio agli enti locali. Nel tempo l’Agenzia rifondata da Spitz ha creato più aspettative che risultati concreti.

Le cartolarizzazioni con Tremonti
Con una eccezione. Durante il secondo governo Berlusconi, nel 2001, con Giulio Tremonti ministro dell’Economia, si punta sulle cartolarizzazioni immobiliari statali. La cartolarizzazione è una tecnica finanziaria che consente la conversione di attività non agevolmente negoziabili, quali gli immobili di proprietà pubblica, in strumenti finanziari più facilmente collocabili sui mercati. In particolare, gli immobili vengono trasferiti a una o più societè a responsabilità limitata (cosiddette “società veicolo”), appositamente costituite, che ne finanziano l’acquisto attraverso l’emissione di titoli o mediante finanziamenti acquisiti da terzi. La società veicolo versano l’importo raccolto attraverso queste operazioni, a titolo di “prezzo iniziale”, agli enti che hanno ceduto gli immobili.

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