Sul dossier della regolarizzazione dei migranti, dopo due giorni di strappi e tensioni, e dopo un invito del premier Giuseppe Conte a rimettersi attorno a un tavolo per trovare la quadra, il capo politico del M5S Vito Crimi ha annunciato, intorno alla mezzanotte, un accordo “soddisfacente” che mette al centro «il lavoro regolare». Poco prima Luigi Di Maio aveva diffuso una nota per dichiarare fiducia a Crimi e al governo e la volontà di portare il decreto in Cdm al più presto. È stato l’attteso segnale di distensione. I ministri si sono rimessi al lavoro sul testo. E dal Pd Peppe Provenzano ha confermato all’unisono con Crimi l’intesa che, specifica, riguarderà braccianti, colf e badanti, anche italiani: «Non è una questione di bandierine ma di diritti», aggiunge. L’impianto, sottolineano fonti Dem, resta sostanzialmente invariato, con i due binari definiti dal Viminale per l’emersione del lavoro in nero e i permessi di soggiorno temporaneo ai lavoratori stranieri.
Sono però arrivate, a quanto è emerso, le rassicurazioni attese dal M5s grazie ad alcune modifiche, a partire da una precisazione ulteriore delle norme per escludere dalla sanatoria i datori di lavoro condannati per caporalato o reati come lo sfruttamento della prostituzione e l’immigrazione clandestina.
Sul fronte economico, dopo i problemi emersi al tavolo tecnico in particolare sulle coperture della cassa integrazione, il ministero dell’Economia ha assicurato che non ci sono problemi sulle risorse. Tra le varie misure arrivano, oltre a quelle già dette sopra, anche 4 miliardi e mezzo per il bonus autonomi, 12 miliardi di liquidità agli enti locali per il pagamento tempestivo dei propri debiti nei confronti dei fornitori, azzeramento dell’Iva per i dispositivi di protezione individuali, 500 milioni per colf e badanti.
Il lavoro sulle coperture
Il ministro della Salute Roberto Speranza, alla trasmissione di Martedì su su La7, aveva annunciato che le risorse destinate alla sanità comprendono circa 1,5 miliardi per l’ospedalità pubblica e altrettanti per l’assistenza sul territorio, l’assunzione di 9.600 infermieri e l’aumento del 115% dei posti in terapia intensiva.











