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La nuova Alitalia pubblica verrà costituita «entro le prime settimane di giugno» e sarà possibile un cambio di alleanza, da quella con Delta e SkyTeam che termina il 21 maggio a Lufthansa, tema che «sarà valutato da diverse teste» nel governo, insieme al commissario e al vertice della Newco. Sono le novità annunciate dal ministro dello Sviluppo economico, Stefano Patuanelli, nell’audizione alla commissione Trasporti della Camera. Patuanelli ha detto che Alitalia pubblica «partirà con più di 90 aerei, rispetto ai 113 dell’attuale flotta». Non si sa però quale sarà il piano industriale e rimangono molti punti oscuri, in particolare su costi della nazionalizzazione, gli esuberi, spezzatino di attività.
La Newco parte con l’affitto
C’è un ritardo nella costituzione della Newco pubblica rispetto a quanto ipotizzato nelle scorse settimane, si era parlato di una possibile partenza fra il 3 e il 6 maggio. «La Newco per Alitalia riteniamo
che possa partire entro le prime settimane del mese di giugno,
con necessari passaggi», ha detto il ministro del M5S che in dicembre ha nominato il nuovo commissario, Giuseppe Leogrande. Dato che «la procedura di cessione dei rami d’azienda ha una grande complessità», all’inizio ci sarà «un affitto dei rami d’azienda da parte dell’amministrazione straordinaria, per rendere più rapido il passaggio». Nell’amministrazione straordinaria «rimarranno gli aerei più prossimi a un fermo per manutenzione importante».
Non si sa il costo della nazionalizzazione
Patuanelli non ha detto di quanti soldi avrà bisogno Alitalia per sopravvivere. I 400 milioni di euro iniettati a Natale (che hanno portato il totale dei fondi pubblici durante il commissariamento a quasi 1,5 miliardi) sono ormai esauriti. Secondo il ministro «i 400 milioni ci consentono di arrivare alla fine di maggio, segno che il commissario ha lavorato bene nonostante le enormi perdite subìte nell’ultimo mese e mezzo». In gennaio Patuanelli e Leogrande avevano detto però che i 400 milioni sarebbero bastati per tutto il 2020.
A chi vanno i 500 milioni del «Cura Italia»
Il decreto Cura Italia ha stanziato 500 milioni. Patuanelli ha detto «che i 500 milioni serviranno per tutte le compagnie che hanno subito danni dal Coronavirus e poi per la Newco». In realtà per come è scritta la norma, art. 79 del decreto, i 500 milioni andrebbero solo ad Alitalia (questo lo ha già detto anche la ministra dei Trasporti, Paola De Micheli). E in Parlamento sono stati respinti gli emendamenti che avrebbero consentito di estendere questi fondi anche alle altre compagnie italiane Blue Panorama, Neos e Air Dolomiti (100% Lufthansa). Dunque c’è una contraddizione tra quanto affermato da Patuanelli e il testo del decreto.
Ricavi Alitalia -87,5%
Al momento «la riduzione del giro d’affari di Alitalia è dell’87,50%, a causa del crollo del traffico per il coronavirus», ha riferito il ministro. Ha citato anche il crollo dei ricavi per altre compagnie: «-94,1% British Airways, -93% Iberia, -97,50% Air France, -92,2% Klm. In Portogallo Tap è ferma al 100%».












