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Alitalia, Patuanelli ottimista sul dossier. E la bad company vince causa da 681 milioni

Interrogato sul fatto se i miliardi prestati dallo Stato alla compagnia aerea saranno rimborsati, Patuanelli ha detto: «Vedremo ciò che accadrà con il bando, le offerte, con il prezzo che sarà un elemento del bando, e quanto resterà in cassa all’amministrazione straordinaria».
Il dossier Alitalia, ha detto ancora il ministro, «è a uno stadio avanzato come è avanzato il bando che si sta predisponendo e verrà presto

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pubblicato: avrà dei tempi abbastanza celeri per la presentazione delle offerte con l’obiettivo normativo di arrivare a fine maggio con una soluzione» per la compagnia aerea. Patuanelli ritiene «che la risposta che il mercato darà sarà soddisfacente».

La cartella esattoriale annullata alla bad company
La Commissione tributaria regionale del Lazio in appello ha annullato una cartella esattoriale da oltre 681 milioni milioni emessa nel 2017 dall’Agenzia delle entrate nei confronti di Alitalia Lai in amministrazione straordinaria. Il contenzioso riguarda l’Ires, l’Iva e l’Irap per gli anni 2005 e 2006, e i relativi aggi.

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La bad company svuotata nel 2008
La decisione non riguarda l’attuale Alitalia che è stata commissariata il 2 maggio 2017, ma la vecchia compagnia pubblica svuotata nel 2008 e messa in amministrazione straordinaria dal governo Berlusconi. Dopo la cessione delle attività ai Capitani coraggiosi o «patrioti» fu trasformata in bad company. Questa società fu affidata al commissario Augusto Fantozzi, finché nell’agosto 2011 il governo decise di allargare a tre i commissari. Fantozzi si dimise e furono nominati Stefano Ambrosini, Gianluca Brancadoro, Giovanni Fiori.

Causa persa in primo grado
La compagnia è stata assistita dallo studio legale tributario Dentons. In primo grado Alitalia aveva perso la causa. La sentenza della Commissione tributaria provinciale di Roma depositata il 31 gennaio 2017 aveva rigettato il ricorso della società contro la cartella esattoriale di pagamento di 660,27 milioni. Invece in secondo grado la Commissione tributaria regionale ha dato ragione alla bad company Alitalia e ha annullato «l’atto oggetto del ricorso in primo grado», cioè la cartella dell’Agenzia delle entrate.

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