
La partita in vista della manovra
Anche alla luce del monitoraggio della Rgs, così come quello dell’Inps dal quale emerge un’adesione agli “anticipi” inferiore del 30% rispetto alle previsioni, il nodo «Quota 100» dovrà essere affrontato in sede di definizione della prossima manovra autunnale. Nonostante la precisazione del Mef sulla quantificazione dei costi, il braccio di ferro sembra destinato a diventare politico, con il M5S che continua ad affermare che la misura non si tocca, come hanno ribadito i ministri Luigi Di Maio e Nunzia Catalfo,. Mentre il Pd, che al momento fa sapere di non volerne ridurre la durata, non chiude del tutto a modifiche. La difficoltà a reperire risorse per la prossima legge di bilancio, che poggerà sullo stop agli aumenti Iva e sull’avvio del taglio al cuneo fiscale per un conto complessivo da almeno 35 miliardi, e i limiti, dati alla mano, mostrati dai nuovi anticipi pensionistici introdotti dal governo giallo-verde, potrebbero indurre a valutare con attenzione il restyling di «quota 100».
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Le opzioni per il restyling
I tecnici hanno già messo a punto alcune opzioni: si va dalla rimodulazione delle finestre di uscita, all’innalzamento di uno dei due requisiti di «Quota 100» e alla reintroduzione degli adeguamenti automatici all’aspettativa di vita. Un ritocco, quest’ultimo, espressamente caldeggiato dalla Ragioneria. Tra le ipotesi sul tavolo anche uno stop anticipato della sperimentazione prevista dall’ultima legge di bilancio (a fine 2020 anziché a fine 2021). Nel menù tecnico non mancano le misure alternative e con funzioni “compensative”: oltre all’ulteriore proroga di Opzione donna, si ipotizza il passaggio a regime dell’Ape sociale con una platea più ampia e l’avvio di una «pensione di garanzia» finanziata fiscalmente per i giovani con carriere discontinue.
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I risparmi certi
Anche senza interventi correttivi, per effetto delle minori adesioni nel 2020 dovrebbero essere disponibili 4 miliardi di risparmi sugli 8,3 miliardi stanziati dall’ultima manovra e dal decretone di gennaio. A formulare questa previsione è stato nei giorni scorsi lo stesso Tridico. Che però ora si mostra sorpreso delle previsioni della Ragioneria generale. «Abbiamo comunque avviato un’interlocuzione con la Rgs» sui costi dei pensionamenti anticipati , dice il presidente dell’Inps. Che aggiunge: «Quota 100 costa, se non sbaglio, 3,8 miliardi nel 2019, e ne sono stati spesi molti di meno, perché vi hanno aderito 170.000 persone. Nel 2020 costa circa 8 miliardi e, probabilmente, ci sarà la stessa espansione dell’anno precedente, quindi del 50%, allora si risparmierà qualche miliardo».
