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Come cambia il Dl Rilancio: Cig fino a dicembre e modifiche per bollette, ecobonus e zone rosse

le mosse del governo

Già martedì si dovrebbe entrare nel vivo con il ciclo di audizioni, “inaugurato” da quella del ministro dell’Economia Gualtieri

di Marco Rogari

24 maggio 2020


2′ di lettura

Un restyling non trascurabile, seppure condizionato da dote limitata a circa 800 milioni per i ritocchi. Il punto d’approdo parlamentare del decretone Rilancio è già abbastanza chiaro. Ma sono ancora da individuare molte delle coordinate indispensabili per tracciare la rotta delle modifiche. Anche perché la navigazione prima alla Camera, e poi al Senato, si annuncia abbastanza agitata con vere e proprie ondate di emendamenti.

Gualtieri inaugura audizioni

Anche se per evitare veri e propri assalti alla diligenza si sta pensando a gestire il cammino parlamentare fin dal suo primo passaggio alla Camera sulla falsariga del modello-manovra di fine anno e con ben tre relatori. Già martedì si dovrebbe entrare nel vivo con il ciclo di audizioni, “inaugurato” da quella del ministro dell’Economia Gualtieri.

 

Aiuti: nessuna esclusione per zone rosse

I gruppi parlamentari sono già in pressing per correggere i 266 articoli della maxi-manovra anti-crisi e lo stesso Governo ha già in cantiere alcune modifiche. Prima fra tutte quella sugli aiuti per le zone rosse che saranno rafforzati senza prevedere più alcuna esclusione. Ma si lavora anche al rafforzamento, o all’estensione, del credito d’imposta al 60% sugli affitti di beni strumentali all’attività di impresa o professionale, e al miglioramento della misura sul taglio da 600 milioni sulle bollette elettriche delle Pmi. In entrambi i casi non vengono esclusi interventi sui criteri. Ma nella maggioranza (soprattutto nel Pd), e nello stesso governo, si guarda anche alla Cassa integrazione.

 

Cig, obiettivo copertura fino a dicembre

L’obiettivo non ancora dichiarato, ma destinato ad essere al centro di vari emendamenti, è di garantire la “copertura” ai lavoratori fino a tutto dicembre, 2 mesi in più di quella al momento prevista con il meccanismo delle 5 settimane entro agosto più quattro per arrivare ad ottobre.

Al ministero del Lavoro sarebbe già stata avviata un’istruttoria tecnica preliminare, ma per avere il via libera del Mef occorrerà superare lo scoglio-risorse. Per i sostegni tradizionali il Dl ha stanziato 18,6 miliardi (12,5 assicurati dai nuovi spazi di deficit) che per circa 16,4 miliardi vengono assorbiti dal solo rifinanziamento degli ammortizzatori, con il quale occorrerà anche puntellare le coperture del decreto Marzo (per almeno 3-4 miliardi).

 

 

 

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