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Come è andata l’assemblea di Confindustria con Boccia, Conte e Mattarella

Un’assemblea di Confindustria che si preannuncia non indolore per il governo con invitati sia il premier Giuseppe Conte che il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, oltre al vicepremier e ministro dello Sviluppo Luigi di Maio. Del resto saranno indolori, secondo il presidente degli industriali Vincenzo Boccia, le scelte che il governo dovrà fare dopo le elezioni Europee. «Si prospetta una manovra da almeno 32 miliardi e le scelte non saranno né “semplici o indolori», ha ricordato al governo il presidente di Confindustria.«Se l’Italia volesse rispettare alla lettera le regole europee previste dal patto di stabilità e crescita dovrebbe fare una manovra strutturale per il 2020 da almeno 32 miliardi di euro: una manovra imponente con effetti recessivi», ha spiegato, aggiungendo: «Dobbiamo dirci con franchezza che non ci sono scelte semplici o indolori con la prossima legge di bilancio».

«SERVE PIANO TRIENNALE PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO»

«Costruiamo insieme un piano triennale, credibile e ambizioso nello stesso tempo, che ci permetta di trattare con i partner europei un aggiustamento graduale, serio e strutturale, affiancato a misure per sostenere la difficile fase congiunturale», è l’appello del presidente degli industriali. Che ha proposto: «Affrontiamo in modo non ideologico il nodo risorse, mettiamo il debito pubblico su un sentiero discendente e la crescita su un sentiero ascendente«. Insomma per Boccia servono «responsabilità e ragionevolezza: è necessario individuare un mix di interventi che riduca deficit e debito rassicurando i mercati finanziari senza compromettere la crescita». «Il Paese non riparte con lo slancio dovuto, necessario, che è alla nostra portata, che ci meritiamo», ha avvertito. Poi una stoccata al governo: «Per rimetterci a correre sarà utile liberarci dal peso di parole che inducono alla sfiducia, che evocano negatività, che peggiorano il clima». E sottolinea: «Le parole di chi Governa non sono mai neutre, influenzano le decisioni di investitori, imprenditori, famiglie. Le parole che producono sfiducia sono contro l’interesse nazionale».

«BASTA CON PROMESSE CHE NON SI POSSONO MANTENERE»

«Occorre smettere di dividersi su promesse che non si possono mantenere e concentrarci tutti sulle cose da fare, che sono tante e impegnative», ha detto Boccia che chiede alla politica di avere «visione e coraggio» e di «riappropriarsi del suo primato, restituire sogno e visione, darsi grandi obiettivi e risorse per raggiungerli, valutando gli effetti delle decisioni e correggendo la rotta se necessario». Questo «senza stancarsi di ricercare le soluzioni migliori perchè è di queste che i cittadini hanno bisogno».

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