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Conciliazione lavoro-famiglia: fortemente penalizzate le donne

report Istat

Il nostro Paese ha un tasso di occupazione del 57% delle madri tra 25 e 54 anni che si occupano di figli piccoli o parenti non autosufficienti. Questo a fronte dell’89,3% dei padri

di Nicoletta Cottone

18 novembre 2019


default onloading picAl lavoro in uno stabilimento di costruzione di furgoni (Agf)

2′ di lettura

In Italia ci sono 12,7 milioni di persone tra i 18 e i 64 anni che si prendono cura di figli minori di 15 anni o di parenti malati, disabili o anziani. E le donne in Italia sono fortemente penalizzate nella conciliazione dei tempi lavoro-famiglia. Il nostro Paese ha un tasso di occupazione del 57% delle madri tra 25 e 54 anni che si occupano di figli piccoli o parenti non autosufficienti. Questo a fronte dell’89,3% dei padri. Lo attesta l’Istat nel report «Conciliazione lavoro e famiglia». Inoltre si registrano diverse dinamiche occupazionali tra madri e donne senza figli, più evidenti nel Mezzogiorno (16% il divario) e più contenute a Centro (11%) e al Nord (10 per cento).

Poco utilizzati asili e nido
Gli asili sono una chimera: poco meno di un terzo delle famiglie con figli minori usa i servizi pubblici o privati, come asili nido, scuole materne, ludoteche, baby-sitter o altro. E a supplire sono i nonni: il 38% conta infatti sull’aiuto di familiari, soprattutto dei nonni, oppure di amici. Gli asili sono infatti considerati troppo costosi dalle famiglie. O assenti.Tra le madri di figli piccoli che dicono di non utilizzare i servizi, il 15% ne avrebbe bisogno (una quota che sale al 23,2% per chi ha figli fino a 5 anni). Le motivazioni per le quali non si ricorre all’utilizzo dei servizi sono perché troppo costosi (9,6%) o assenti o senza posti disponibili (4,4%). Le lavoratrici del Mezzogiorno sono quelle che ricorrono meno ai servizi. Il 31% dei nuclei familiari con figli fino a 14 anni si avvale regolarmente di servizi pubblici o privati: al Nord il 34,5%, al Centro il 33,3% e nel Mezzogiorno il 24,9%.

L’11,1% delle madri non ha mai lavorato,in Ue solo 3,7%
L’interruzione lavorativa per chi lavora o la mancata partecipazione al mercato del lavoro per motivi legati alla cura dei figli riguardano quasi
esclusivamente le donne: l’11,1% delle donne con almeno un figlio non ha mai lavorato per prendersene cura, un valore superiore alla media europea (3,7%). E nel Mezzogiorno, una donna su 5 con almeno un figlio dichiara di non aver mai lavorato per prendersene cura. In generale, la conciliazione dei tempi di lavoro con quelli di vita familiare risulta difficoltosa per più di un terzo degli occupati (35,1%) con responsabilità di cura nei confronti di figli. Ma sono soprattutto le donne ad aver modificato qualche aspetto della propria attività lavorativa per meglio combinare il lavoro con le esigenze di cura dei figli: il 38,3% delle madri occupate, oltre un milione, ha dichiarato di aver apportato un cambiamento, contro poco più di mezzo milione di padri (11,9%).

Per approfondire
Donne, giovani, Sud: le tre fragilità del mercato del lavoro
Inattivi e giovani, le spine del mercato del lavoro (video)

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