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Confagri, invasione di riso dalla Birmania e la Cambogia, l’Ue agisca

 

Controlli sistematici a frontiere e porti e ampliare la clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso da Cambogia e Myanmar (Birmania), visto a oggi la produzione tipicamente europea come la varietà Japonica è fortemente minacciata. E’ quanto chiede il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, denunciando le anomalie della campagna risicola in corso.

A sei mesi dall’introduzione della clausola di salvaguardia che ha arginato le importazioni di riso Indica dal Sud Est Asiatico, il mercato europeo è nuovamente invaso da importazioni a dazio zero di riso dal Myanmar, questa volta del tipo Japonica. “Occorre controllare che le importazioni dalla Birmania non siano riferibili al tipo Indica fatto passare per Japonica in modo da aggirare la clausola di salvaguardia – spiega il presidente – è indispensabile salvaguardare la nostra risicoltura anche da queste importazioni soprattutto perché nell’Unione Europea il riso Japonica rappresenta il 75% della produzione totale”.

Secondo i dati della Commissione europea e commentati da Ente Risi, nella campagna terminata il 31 marzo scorso, l’Unione europea ha importato dal Myanmar 22.755 tonnellate di riso lavorato Japonica, mentre solo ad aprile le tonnellate sono state ben 11.261. “Un aumento delle importazioni del 149% in pochi mesi è insostenibile – rimarca Giansanti – e continuando con questo ritmo la nostra produzione potrebbe collassare, visti i prezzi cui il prodotto è venduto.

La Commissione Europea deve agire velocemente – conclude – non possiamo permetterci di aspettare 2 anni come già avvenuto per l’attuazione della clausola di salvaguardia per il riso di tipo Indica proveniente sempre dal Sud Est Asiatico”.

 

 

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