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Economia

Conti pubblici, alla Manovra manca oltre la metà delle coperture

Serviziorecuperati 8-10 miliardi su 35

di Marco Rogari

25 luglio 2019


Manovra, Salvini: sia fondata sui ‘sì’, non accetteremo blocchi

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Alle prese con i venti di crisi che lo investono a raffiche e ne rendono incerto il destino, il Governo, con fatica, prova a stare al passo del count down per la definizione della manovra economica 2020. Il conto alla rovescia è già scattato e il tempo scorre veloce: mancano soltanto poco più di 2 mesi a un appuntamento cruciale nell’agenda di Palazzo Chigi e del ministero dell’Economia: la presentazione, entro il 27 settembre, della Nota di aggiornamento del Def (NaDef). Con cui saranno aggiornate le stime su crescita, deficit e debito, e dovranno essere tracciate le linee guida per la legge di bilancio da varare entro il 20 ottobre, preceduta cinque giorni prima, il 15, dal Dbp (documento programmatico di bilancio), sul quale a fine novembre la Commissione europea esprimerà il suo decisivo parere.

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Il passaggio della NaDef sarà dunque decisivo. Anche perché in quella sede l’esecutivo, oltre a fare chiarezza sull’entità della correzione strutturale da realizzare il prossimo anno, dovrà indicare l’ammontare definitivo del ”tesoretto” 2019 da quota 100 e reddito di cittadinanza e delle maggiori entrate, nonché le previsioni di risparmio per il 2020 dalle due misure bandiera sul welfare. Che, secondo le ultime stime prudenziali, potrebbero arrivare a 4-5 miliardi, e andranno ad aggiungersi a un intervento di proporzioni più o meno analoghe in chiave di spending review (sempre 4-5 miliardi), ancora però da definire tenendo conto dei paletti annunciati dal ministro Tria: nessun taglio su sanità e istruzione e solo razionalizzazioni sul welfare.

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In tutto 8-10 miliardi, che rappresentano una sorta di “prima pietra” per la manovra da almeno 35 miliardi, già depurata degli effetti sul prossimo anno dell’aggiustamento 2019 da 8,2 miliardi in versione strutturale (7,6 in termini nominali per i 600 milioni di incassi venuti a mancare dalla “rottamazione”) e di una fetta quanto meno “minima” di flessibilità partendo dalla conferma dello 0,18% di Pil già chiesto alla Ue quest’anno per gli interventi sul ponte Morandi e contro il dissesto geologico. Con l’aggiustamento appena realizzato, che potrebbe contribuire a limitare la correzione strutturale 2020 a 4-6 miliardi, e i potenziali nuovi margini di “extra deficit” da utilizzare, l’esecutivo potrebbe fare leva su una sorta di bonus complessivo fino a 16 miliardi (si veda Il Sole 24 Ore del 6 luglio).

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