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Coppola spiega perché ha deciso di non firmare l’analisi costi-benefici sulla Tav

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 (Afp)

 Matteo Salvini in visita al cantiere della TAV

Classe 1972, originario di Napoli, docente a Tor Vergata ed esperto di “studi di fattibilita'”: il professor Pierluigi Coppola è l’unico dei 6 membri del gruppo di lavoro sull’anali costi-benefici a non aver firmato il documento. Coppola era l’unico confermato dalla vecchia struttura voluta dal predecessore di Danilo Toninelli, il Pd Graziano Delrio.

Gli altri esperti, capitanati da Marco Ponti, sono Paolo Beria, Alfredo Drufuca, Riccardo Parolin e Francesco Ramella. Fonti Mit in giornata hanno precisato che “il professor Coppola non ha partecipato, in specifico, alla stesura della relazione sulla analisi costi-benefici Torino-Lione”. Al Corriere della sera ha spiegato i motivi del suo parere contrario. 

“Non ne condivido la metodologia utilizzata”, ha detto Coppola: “Si tratta di un assemblaggio di approcci diversi. In alcuni punti si seguono le linee guida della Commissione europea. Poi si passa a un altro metodo, molto più inusuale”. Il metodo usato da Ponti, spiega Coppola, “Si discosta molto delle linee guida adottate da tutti i Paesi dell’Unione europea sulle analisi costi benefici. E da quelle italiane che riguardano la valutazione degli investimenti pubblici”. E quindi, prosegue: “ho forti ragioni di perplessità sul metodo usato per l’analisi costi-benefici, e quindi anche sui risultati che ha prodotto. Per me è importante che le opere vengano valutate correttamente, siano esse la Tav o un’autostrada”. 

Coppola si è laureato alla Federico II di Napoli, ed è dal 2010 professore associato di ingegneria dei Trasporti nel dipartimento di Ingegneria dell’Impresa all’università di Tor Vergata, a Roma. Nel suo curriculum figura anche una docenza al Massachussets Institute of Technology e un corso di specializzazione organizzato dalla Croucher Foundation di Hong Kong.

“Non è ormai un mistero il fatto che l’inserimento nei costi del mancato incasso delle accise sui carburanti sia una procedura inedita, non prevista da alcuna linea guida, europea o italiana”, è l’unica anomalia di cui vuole parlare nell’intervista. 

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