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Coronavirus, a marzo indennità di 600 euro per quasi 5 milioni di autonomi

Servizioemergenza covid-19

Coinvolti liberi professionisti, Cococo, stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli e lavoratori dello spettacolo

di Giorgio Pogliotti

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17 marzo 2020


Coronavirus: ecco tutte le regole nei luoghi di lavoro

2′ di lettura

Un’indennità di 600 euro per una platea di oltre 4,8 milioni di lavoratori sarà

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riconosciuta per il mese di marzo per attutire l’impatto negativo del coronavirus sull’attività lavorativa. Coinvolti liberi professionisti con partita Iva, titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa iscritti alla gestione separata, commercianti, artigiani, lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali, operai agricoli e lavoratori dello spettacolo.

Catalfo: l’intervento sarà rinnovato in un successivo decreto
La novità è che il ministro del Lavoro, Nunzia Catalfo, ha annunciato in conferenza stampa che l’indennità contenuta nel decreto legge approvato dal consiglio dei ministri, rappresenta una prima tranche di un intervento complessivo quantificato in 3 miliardi per autonomi e professionisti che sarà rinnovato in un successivo Dl, se l’emergenza coronavirus proseguirà.

Coinvolti oltre 300mila professionisti e collaboratori
Ad essere interessati sono anzitutto 339mila liberi professionisti titolari di partita Iva attiva alla data del 23 febbraio 2020 e lavoratori titolari di rapporti di collaborazione coordinata e continuativa attivi alla medesima data, iscritti alla Gestione separata . L’indennità non concorre alla formazione del reddito ed è erogata dall’Inps, previa domanda dell’interessato, entro i limiti di spesa previsti.

Interessati 3,6 milioni di commercianti e artigiani
La platea numericamente più consistente è quella formata da 3,6 milioni di lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’Ago, l’assicurazione generale obbligatoria, in prevalenza commercianti e artigiani, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie.

Un sostegno per i lavoratori dello spettacolo e del turismo
Seguono gli operai agricoli a tempo determinato, non titolari di pensione, che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo. Secondo stime del governo sono 660mila. Poi ci sono i lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del decreto legge, non titolari di pensione e non titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore del Dl: ad essere interessati sono in 173mila.

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