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Coronavirus, si chiude la partita decennale delle clausole di salvaguardia

Gentiloni e il primo stop con la manovrina
Il governo Gentiloni, in carica dal 12 dicembre 2016, eredita dalla ultima manovra del governo Renzi i seguenti aumenti dell’IVA previsti per il 2018: un incremento dal 10% all’11,5% dell’aliquota ridotta e un passaggio dal 22% al 25% per l’aliquota ordinaria. Misure che garantiscono incassi per 19,5 miliardi. Per scongiurare questi rincari, Gentiloni, un po’ a sorpresa, inizia una

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parziale sterilizzazione con la “manovrina” varata il 24 aprile 2017: recupera risorse pari a 3,8 miliardi che hanno fatto scendere a quota 15,7 i miliardi da trovare per evitare i rincari nel 2018.

Gentiloni e la “seconda tappa” del decreto fiscale
Il secondo passo di Gentiloni è compiuto a fine 2017 con il decreto fiscale che accompagna la manovra 2018: recupera non solo 840 milioni per ridurre dall’11,5% all’11,14% il rincaro per l’aliquota ridotta dell’IVA, ma trova anche 340 milioni per scongiurare l’aumento delle accise nel 2019.

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Il terzo step con la manovra 2018
Qui entra in gioco il disegno di legge di Bilancio 2018: il testo prevede la completa sterilizzazione dell’aumento dell’IVA per il 2018, con il reperimento di 14,9 miliardi: l’aliquota ridotta resta al 10% e quella ordinaria al 22%. Tuttavia, il governo Renzi ha lasciato in eredita l’aumento dell’Iva e delle accise anche per il 2019: l’aliquota ridotta è prevista in aumento al 12% e l’aliquota ordinaria al 25,4%.

Gentiloni e la parziale sterilizzazione per il 2019
Con la manovra 2018, tuttavia, il governo Gentiloni in carica si porta un po’ avanti, reperendo 6,1 miliardi per la parziale sterilizzazione 2019: l’aliquota ridotta nel 2019 sarebbe dovuta salire “solo” all’11,5% e quella ordinaria al 24,2%. Per la totale sterilizzazione dell’aumento IVA 2019, Gentiloni lascia in eredità al governo della successiva legislatura ancora da reperire 12,4 miliardi.

La sterilizzazione del governo gialloverde
Nasce dopo un lungo travaglio, nel giugno 2018, il governo M5S-Lega guidato da Giuseppe Conte. Quando arriva la prima manovra del governo gialloverde, si procede alla sterilizzazione completa dagli aumenti Iva 2019 per 12,4 miliardi. Le aliquote Iva, tuttavia, vengono incrementate nel biennio successivo, raggiungendo rispettivamente 23,1 miliardi nel 2020 (pari all’1,2 per cento del PIL) e 27,1 miliardi nel 2021.

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