
I tecnici sono ancora al lavoro. Ma le norme che certamente dovrebbero entrare nel dl sono quelle su sanità, lavoro, liquidità imprese e famiglie, fisco
di Andrea Gagliardi
7′ di lettura
Dovrebbe svolgersi domenica mattina il Consiglio dei ministri per il varo del decreto con le misure economiche per far fronte all’emergenza Coronavirus. Il nuovo decreto con fondi da almeno 15 miliardi per famiglie e imprese è ancora in via di definizione. Ma le norme che al momento dovrebbero entrare nel dl sono quelle su sanità, lavoro, liquidità imprese e famiglie, fisco. Ormai scontata l’equiparazione dello stato di quarantena a quello di malattia. In arrivo congedi speciali e voucher babysitter per i lavoratori, dipendenti o autonomi, con figli piccoli a casa da scuola per l’emergenza Coronavirus. Nonché la cassa integrazione in deroga allargata a tutti i settori. Stop anche alle attività delle Entrate e di quella dell’agente pubblico della riscossione. Tra le possibili novità il rinvio dell’ultima sessione di laurea prorogata a giugno, il rinvio delle revisioni auto, un voucher per il rimborso degli spettacoli, bollette ridotte.
Prorogati termini versamenti fiscali 16 marzo
Di ufficiale c’è che i termini relativi ai versamenti fiscali previsti al 16 marzo saranno differiti con una norma nel decreto legge di prossima adozione da parte del consiglio dei Ministri, relativo alle misure per il contenimento degli effetti dell’epidemia di Covid-19. Il decreto legge introdurrà anche ulteriori sospensioni dei termini e misure fiscali a sostegno di imprese, professionisti e partite IVA colpite dagli effetti dell’emergenza sanitaria.
Per quanto riguarda i versamenti, si lavora per sostenere i titolari di partita Iva, individuati in base al volume d’affari, per i quali le vigenti misure di contenimento della diffusione del virus COVID-19 hanno determinato maggiore incidenza sulla liquidità. Ai soggetti di minori dimensioni ed ai soggetti dei settori maggiormente colpiti, a prescindere dalle dimensioni, saranno sospesi i versamenti in scadenza nel mese di marzo.
Congedo di 15 giorni o voucher di 600 euro
Si punta a quindici giorni di congedo straordinario al 40% di retribuzione, che potrebbe però salire al 50 per cento. Ne potranno beneficiare tutti i lavoratori dipendenti, privati e pubblici, probabilmente anche gli autonomi, con figli fino a 12 anni di età. Una misura pensata per aiutare i genitori che lavorano, alle prese con la chiusura delle scuole decisa dal governo Conte, al momento, fino al prossimo 3 aprile. In alternativa al congedo straordinario, si potrà optare per una sorta di “voucher baby sitter” del valore di 600 euro, che verranno accreditati sul libretto famiglia. Per gli operatori sanitari il voucher sarà più consistente: mille euro.
Autonomi, indennizzo di 500-600 euro
Il provvedimento dovrebbe prevedere anche misure per gli autonomi. Per le partite Iva e per i lavoratori autonomi si sta elaborando un indennizzo che li possa sostenere in questo momento di emergenza. Si sta ragionando attorno a una cifra di 500-600 euro. Per tutti i liberi professionisti si sta dando la possibilità alle casse di previdenza di poter prevedere delle misure di sostegno al reddito e di welfare.












