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Cosa sta succedendo al congresso della Cgil

Cosa sta succedendo al congresso della Cgil

(Agf) 

  Susanna Camusso e Maurizio Landini, congresso della Cgil a Bari 

La spaccatura non è ancora ricucita. La Cgil arriva al XVIII Congresso di Bari con due nomi per la nuova leadership: Maurizio Landini, 57 anni, ex leader Fiom e Vincenzo Colla, 56 anni, con un passato nella segreteria generale dell’Emilia Romagna. Un duello all’ultimo colpo: si sta infatti valutando la presentazione di liste contrapposte sulla composizione del direttivo e dell’assemblea generale che fanno riferimento alle due candidature emerse.

Lo scenario più probabile e inedito è lo scontro e quindi la conta per scegliere l’uomo che dovrà traghettare la Cgil in questi anni difficili e di cambiamento. Ma il condizionale è d’obbligo perché le diplomazie sono ancora al lavoro per trovare una soluzione unitaria. Al momento pero’ non si registrano segnali in questo senso. Lo scontro si giocherà nella commissione elettorale che non e’ ancora stata convocata.

Un ultimo appello a cercare una soluzione unitaria è stato rivolto dalla leader uscente Susanna Camusso che parla di una “incomprensibile divisione a posteriori” quando si è votato lo stesso documento “Lavoro e'” con il 97,91% dei voti. “Ho sempre lavorato a una soluzione unitaria. L’abbiamo fatto in tutti questi mesi, anche nelle ore di vigilia di questo congresso. Mentre attendiamo delle risposte non rinunciamo ad una idea unitaria della Cgil e del suo gruppo dirigente”, ha spiegato.

“Rischiamo – ha aggiunto – che, per dare senso alla duplicazione dei candidati a segretario generale, si dichiarino differenze politiche che non abbiamo visto in nessuno dei nostri congressi. Penso che la Cgil non se lo meriti, non se lo meritano i nostri iscritti”. “Quel che noi non dobbiamo mai dimenticare – conclude – è che unità non può essere dualità. Per quell’unità continuiamo a lavorare con la certezza che per tutti noi c’è prima la Cgil”.

Ma le divergenze sono emerse anche durante gli interventi dei delegati. Michele Azzola, segretario generale della Cgil Roma e Lazio, ha definito le parole della Camusso “sprezzanti” e ha visto nei due nomi anche un’opportunità: “Camusso provi fino in fondo a vedere se ci sono le condizioni per una soluzione unitaria altrimenti faccia correre la competizione perché non è un dramma. Le candidature in campo esprimono due possibili leader eccellenti”, ha detto. 

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