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Cosa succede al riscatto della laurea?

Cosa succede al riscatto della laurea?

Ci sono dubbi sulla costituzionalità della parte del decretone che riguarda il riscatto della laurea. A sollevarli sono stati i tecnici della Camera. Il dubbio riguarda come è stata scritta la norma, ovvero la sua limitazione a chi non avrebbe ancora superato il limite dei 45 anni.

La misura è a beneficio dei soli lavoratori “contributivi puri”, ovvero coloro che hanno iniziato a versare contributi all’Inps dal 1996. “Si consente il riscatto fino a 5 anni di mancati versamenti con la possibilità di rateizzare l’onere con 60 mensilità mai inferiori a 30 euro”, ricorda una scheda del Sole24Ore.

Quanto costerebbe il riscatto della laurea agli under 45

Il costo del riscatto agevolato della laurea è previsto sia calcolato con le modalità oggi previste per quello laurea per chi è inoccupato o disoccupato: la spesa dovrebbe aggirarsi sui 5.100 euro circa per ogni anno riscattato. “Un metodo meno costoso di quello tradizionale per i periodi contributivi, che prende invece come riferimento non una base forfettaria ma l’ultima retribuzione imponibile del lavoratore”.

Con il riscatto flessibile si potranno riscattare periodi di buco contributivo per un massimo di 5 anni. “Sarà il singolo a decidere quanti contributi versare all’Inps per far valere come lavorativi gli anni dell’Università. A contributi minori corrisponderà però una pensione più bassa. Il vantaggio è rappresentato dal fatto che si potrà andare in pensione 4-5 anni prima, a seconda della durata del proprio corso di laurea” (Tpi).

Oltre alla flessibilità della somma da corrispondere, il riscatto prevede una sorta di sconto: “gli under 45 hanno infatti ora la possibilità di portare in detrazione per il 50 per cento il costo del riscatto degli anni di laurea. Tale 50 per cento sarà detratto in cinque quote annuali”.

Quali e quanti anni si possono riscattare

I periodi universitari che si possono riscattare (Corriere della sera) sono diplomi universitari i cui corsi non siano stati di durata inferiore a due e superiore a tre anni; i diplomi di laurea i cui corsi non siano stati di durata inferiore a quattro e superiore a sei anni; i diplomi di specializzazione conseguiti successivamente alla laurea e al termine di un corso di durata non inferiore a due anni; i dottorati di ricerca i cui corsi sono regolati da specifiche disposizioni di legge; i titoli accademici introdotti dal decreto 3 novembre 1999, ovvero:

  • Laurea (L), al termine di un corso di durata triennale
  • Laurea Specialistica (LS), al termine di un corso di durata biennale propedeutico alla laurea.
  • Non si possono invece riscattare gli anni fuori corso.

I dubbi dei tecnici e la risposta di Di Maio

Una misura che potrebbe interessare molti, su cui però si sono addensati i dubbi dei tecnici per il limite a 45 anni:  “Sembrerebbe opportuno valutare, anche con riferimento al principio costituzionale della parità di trattamento, le ragioni della diversità dei criteri di calcolo a seconda che il soggetto si trovi al di sotto o al di sopra di una certa soglia anagrafica”, avevano scritto ieri nel Dossier sul decretone su reddito di cittadinanza e quota 100. Il dossier è stato fatto dal Servizio Studi di Camera e Senato riguardo alla disciplina del riscatto dei corsi di studio universitario.

I tecnici inoltre avevano evidenziato come riportato dalla formulazione letterale della norma “per i soggetti che superino o abbiano superato il quarantacinquesimo anno di età, non sarebbe più possibile presentare la domanda di riscatto dei corsi di studio universitario, relativamente a periodi da valutare con il sistema contributivo”, per questo “sembrerebbe opportuna una più chiara definizione di tale profilo”.

Ai dubbi dei tecnici ha risposto oggi il ministro dello Sviluppo Luigi di Maio, deciso a proseguire sulla strada tracciata dal governo: “Anche sul riscatto della laurea si va avanti perché la costituzionalità non la decidono i tecnici della Camera”.

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