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Da stilista a coltivatrice di erbe aromatiche e fiori che si mangiano: la svolta di Alice

“Infusi, sciroppi, confetture, fiori eduli e cuscini aromatici: questa ora è la mia vita, tutto il giorno all’aria aperta e non più in ufficio tra le scrivanie”, dice la neoimprenditrice padovana, insignita da Coldiretti per la creatività femminile

Giamosa (Belluno) – È una delle neo agricoltrici di Coldiretti, espressioni della creatività femminile, premiate nei giorni scorsi dalla Camera di commercio industria artigianato e agricoltura di Treviso e Belluno. Si chiama Alice Pedon, padovana di nascita ma ormai vive a Giamosa (Belluno), dove ha acquistato un paio di ettari di terreno e produce piante officinali, mele e pere con la sua azienda, la Naturalpina Dolomiti. Si occupa di piante aromatiche come timo, malva, limoncina, melissa, menta, finocchio e camomilla, alcune di queste edibili come calendula e fiordaliso, ideali tra l’altro anche per decorare primi piatti e dessert, provenienti dai boschi di conifere del Cadore e Fodom al confine con l’Alto Adige, e da queste si ricavano le essenze di abete e cirmolo, tutti preziosi doni della natura. In più coltiva anche un’antica varietà di mele delle Dolomiti.

La filosofia è il rispetto per la terra e prevede l’uso di tecniche agronomiche senza contrastare l’ambiente per coltivare senza adottare trattamenti chimici. Pedon, mamma di tre figli, arriva dal mondo della moda, dove faceva la designer in un’impresa di calzature, ma qualche anno fa ha deciso di cambiare strada. “Mi sono trasferita nelle Dolomiti nel 2009 per amore – spiega – e pensando di essere in un territorio così bello, mi sono inventata questa professione. Ho fatto dei corsi, mi aggiorno di continuo e sto cercando di recuperare le biodiversità. Conduco io l’azienda, anche se mio marito mi aiuta quando non è impegnato con la sua professione“.

Negli ultimi anni c’è stata una svolta biologica nelle scelte di molte persone. “Si sta capendo la sua importanza – osserva la Alice – ed è una presa di coscienza delle nostre generazioni sulla valenza del settore primario: c’è voglia di rinnovarlo dopo essere stati fermo per anni. Sono partita da zero, anch’io come altri ho beneficiato dei contributi dell’Unione europea“.

Alice Pedon

Nei giorni scorsi, assieme a Katy Mastorci e Chiara Bortolas è stata premiata per quanto sta facendo non solo con la sua attività ma anche per l’attenzione alla qualità della vita. “Un momento inaspettato“, continua Alice Pedon, “ma ne sono stata contenta. Ai miei prodotti ho dato un look diverso, mi sono disegnata il logo da sola e il riconoscimento di Coldiretti mi dà la spinta ad andare avanti. La nostra produzione è specializzata in infusi, sciroppi, confetture, fiori eduli e cuscini aromatici, che però possono variare in disponibilità e combinazioni durante l’anno in base alla disponibilità del nostro raccolto. Nel frutteto poi abbiamo recuperato delle varietà antiche di mele tipiche del nostro territorio, perché crediamo nel valore della biodiversità. Per questo abbiamo scelto di recuperarne alcune, tra le quali Pom della Rosetta, Pom dall’Oio, Pom dal Fer, Bella di Boskoop, senza tralasciare pere ricercate come Butirri, Moscatel e San Pietro. Oltre a queste varietà abbiamo affiancato mele nuove resistenti, saporite e croccantiUltima chicca sono le more, i ribes e i lamponi che vendiamo freschi o in confettura“. Tutti genuini, coltivati con amore e passione di una volta.

 

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