Prima Pagina>Economia>Dal cuneo fiscale al riordino delle esenzioni sui l buoni pasto, come cambiano le tasse con questa manovra
Economia

Dal cuneo fiscale al riordino delle esenzioni sui l buoni pasto, come cambiano le tasse con questa manovra

TRA DL FISCO E DDL BILANCIO  

Alleggerimento della pressione fiscale e parallelamente più tasse. Sono le due facce della stessa medaglia. La medaglia è quella del decreto fiscale e del disegno di legge di Bilancio 2020 approvati «salvo intese» dal consiglio dei ministri nella notte del 15 ottobre, nel quadro del il Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles

16 ottobre 2019


Manovra: lo sconto del Fisco vale più di quello dell’idraulico infedele

5′ di lettura

Da una parte la riduzione del cuneo fiscale sul lavoro già dal 2020 per rendere le buste paga dei labvoratori dipendenti un po’ più pesanti, il taglio del superticket, l’abolizione della flat tax per professionisti e partite Iva con redditi compresi tra 65.000 e 100.000 euro, la proroga delle detrazioni per la riqualificazione energetica, la detrazione per la ristrutturazione delle facciate esterne degli edifici.

Dall’altra, questa volta nella direzione di un aggravio della pressione fiscale, la digital tax, che sarà operativa dal 1° gennaio, e dovrà essere versata entro il 16 marzo dell’anno successivo. L’estensione del reverse charge Iva alle cooperative di somministrazione lavoro. La stretta nei confronti di commercianti ed esercenti sull’uso del Pos che non si doteranno del terminale o non accetteranno i pagamenti tramite moneta elettronica incapperanno in una doppia sanzione. Meno detrazioni fiscali per i redditi più alti. L’aumento dell’imposta ipotecaria e catastale da 50 a 150 euro sui trasferimenti immobiliari soggetti all’imposta di registro (prima casa e altri immobili). Potrebbe crescere del 25% anche la cedolare secca sugli affitti a canone concordato con l’innalzamento dell’aliquota dal 10% al 12,5%. Fino ai buoni pasto, con il riordino delle esenzioni.

Alleggerimento della pressione fiscale e parallelamente più tasse. Sono le due facce della stessa medaglia. La medaglia è quella del decreto fiscale collegato alla manovra e del disegno di legge di Bilancio 2020 approvati «salvo intese» dal consiglio dei ministri nella notte del 15 ottobre, nel quadro del Documento programmatico di bilancio trasmesso a Bruxelles. I provvedimenti (e le misure previste) potrebbero registrare modifiche nel passaggio in parlamento.

LEGGI ANCHE – Manovra da 31 miliardi, dall’addio al superticket allo stop agli aumenti Iva

Buste paga più pesanti
Partiamo dalle soluzioni che vanno nella direzione di un alleggerimento della pressione fiscale. Dopo lo stop all’aumento Iva da 23,1 miliardi che sarebbe scattato da gennaio, il taglio del cuneo fiscale a carico dei lavoratori è la seconda misura principale del pacchetto che va a vantaggio del potere d’acquisto delle famiglie. Si riduce già dal 2020, avviando un percorso di diminuzione strutturale della pressione fiscale sul lavoro. L’ipotesi è di una riduzione da 3 miliardi nel 2020 per arrivare a regime nel 2021 a 5,5-6 miliardi. Gli sconti arriverebbero ai soli lavoratori dipendenti. In particolare, il vantaggio andrà in primo luogo ai 4,5 milioni di lavoratori con redditi tra i 26.600 euro e 35mila euro, finora esclusi dal “bonus Renzi”: avranno fino a circa 50 euro in più al mese. Vale a dire 500 euro in più nel 2020 e mille euro in più nel 2021. Mentre ai 9,4 milioni di lavoratori con redditi da 8mila euro a 26.600 euro che già lo percepiscono, il bonus Renzi che vale fino a 960 euro annui sarà confermato ma potrebbe essere rimodulato in detrazione fiscale: dal taglio del cuneo avranno, invece, solo 40-50 euro annui. In realtà se si optasse per la detrazione Irpef, i redditi tra 8 e 15mila euro avrebbero un’imposta negativa, ma si sta ragionando di riconoscere il beneficio sotto forma di assegno. Per gli incapienti due ipotesi in campo: la loro esclusione, o il riconoscimento di un assegno di valore crescente fino a 80 euro mensili. Il governo, nel comunicato finale di Palazzo Chigi ipotizza anche una riforma complessiva del regime Irpef per tutti i lavoratori dipendenti.

Fonte

Rispondi