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Dal Fondo Onu per progetti green ai Panda bond: Cdp cresce e festeggia 170 anni

 

La Cassa arriva al giro di boa del 170° anno di attività dalla sua fondazione. Ma, dal 1850 a oggi, il suo perimetro si è molto ampliato e con l’ultimo piano industriale la spa di Via Goito ha ulteriormente allargato il suo raggio d’azione

di Celestina Dominelli

18 novembre 2019

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Cdp, come eravamo: le immagini storiche

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dell’Istituto Luce

5′ di lettura

L’ultimo riconoscimento è arrivato la scorsa settimana quando la Cdp ha ottenuto l’accreditamento presso il Green climate fund (Gcf) delle Nazioni Unite che punta a sostenere gli investimenti per la mitigazione e l’adattamento ai cambiamenti climatici nei paesi di via sviluppo. Ma questo è solo uno dei tasselli dell’attività della Cassa che si prepara a festeggiare i suoi 170 anni di attività: una lunga storia che ne ha cambiato l’identikit e ampliato il perimetro, come hanno spiegato i suoi vertici, il presidente Giovanni Gorno Tempini, e l’ad Fabrizio Palermo, aprendo, lunedì 18 novembre, la cerimonia d’inaugurazione alla presenza del capo dello Stato Sergio Mattarella, del presidente della Camera, Roberto Fico, del premier Giuseppe Conte, del ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, e del numero uno dell’Acri, Francesco Profumo.

I vertici: ruolo cruciale di Cdp nel sostegno all’economia del Paese
«Da 170 anni Cdp – ha sottolineato il neo presidente Giovanni Gorno Tempini , già alla guida della Cassa dal 2010 al 2015 – è protagonista nel sostegno alle infrastrutture e all’economia reale, investimenti che richiedono capitali pazienti e che sono determinanti per la crescita del Paese». La Cassa, ha proseguito il top manager, «è un’istituzione unica, espressione perfetta dell’unione tra pubblico e privato. Per questo motivo, noi vogliamo conciliare una strategia di sviluppo sostenibile con la tutela del risparmio che ci viene affidato, in linea con i principi del nostro Statuto».

170 anni di Cdp – Il discorso dell’ad Fabrizio Palermo

In questi 170 anni, ha sottolineato poi l’ad Fabrizio Palermo, «la missione di Cdp è rimasta la stessa, così come i motivi ispiratori che ne hanno guidato l’evoluzione nel corso della storia. Oggi ci troviamo però in uno scenario nazionale, europeo e globale più complesso. Per questo Cdp continua ad a cambiare, allargando il suo orizzonte ed estendendo le sue competenze. Per Cdp, il piano industriale 2019-2021, lanciato undici mesi fa, rappresenta un cambio di passo, una nuova spinta che vuole fare leva su innovazione, inclusione e sostenibilità».

Gualtieri: rispettare norma su partecipazioni a elevata redditività
Con accenti diversi, tutti hanno ribadito il ruolo centrale della Cdp nella crescita del Paese. Ma il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri e il presidente dell’Acri Francesco Profumo hanno rimarcato altresì la necessità di non derogare rispetto allo statuto laddove prevede che la Cassa investa solo in società non in perdita e comunque con adeguate prospettive di redditività. Il titolare di Via XX Settembre lo ha detto in modo molto chiaro: «Il ruolo di investitore paziente e di lungo periodo, richiede una gestione accorta e prudente il rispetto della norma secondo la quale le partecipazioni vanno assunte solo quando c’è una prospettiva di elevata redditività».

Mattarella ai 170° di Cdp: anni determinanti per la crescita

Profumo (Acri): fondazioni molto attente alla tutela del risparmio
Lo stesso richiamo ha caratterizzato anche l’intervento del numero uno delle Fondazioni bancarie (socie di minoranza di Cdp), Francesco Profumo. «Le Fondazioni – ha precisato il presidente dell’Acri – anche nei prossimi anni saranno molto attente a che venga tutelato il risparmio privato di 27 milioni di risparmiatori affidato a Cdp, che venga garantita la redditività e la sostenibilità dei suoi impieghi, coerentemente con lo statuto della Cassa».

 

 

 

 

 

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