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Dall’automotive alla componentistica: i settori che potrebbe ripartire la prossima settimana

emergenza coronavirus

Tra le misure allo studio della task force guidata da Vittorio Colao ci sono sia la “app” per le autocertificazioni e il tracciamento dei contagiati, protocolli per la ripartenza, con orari di lavoro flessibili e smart working. E poi regole diverse per aree geografiche e fasce di età

di Andrea Gagliardi

15 aprile 2020


Coronavirus, Iss: “Massima cautela su riaperture”

3′ di lettura

L’Italia non ha ancora chiaro quando sarà allentato il lockdown. La task force guidata da Vittorio Colao già venerdì potrebbe consegnare la prima relazione, sulla base della quale Conte e il governo saranno chiamati a fare le loro scelte. Tra le misure allo studio ci sono sia la “app” per le autocertificazioni e il tracciamento dei contagiati, sia protocolli per la ripartenza, con orari di lavoro flessibili e smart working. E poi regole
diverse per aree geografiche e fasce di età. E la possibilità di far ripartire alcuni settori prima del 4 maggio. Tra le ‘candidate’ a riaprire i cancelli già la prossima settimana ci sarebbero le filiere dell’automotive, la componentistica e la moda.

Sul tavolo della task force sono arrivate in particolare le mappe del rischio dell’Inail e del Comitato tecnico scientifico. Un lavoro che sarà cruciale per decidere cosa riaprire. «L’imperativo per noi è la valutazione del rischio per le singole categorie di lavoratori, un lavoro che sta facendo l’Inail» ha ribadito ieri il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia .

In arrivo un nuovo Dpcm
Quando il fondo internazionale ha annunciato che l’Italia sprofonderà nel 2020 verso un drammatico -9,1% del Pil, il timore di una recessione storica ha dato fiato a chi tra gli esperti di Palazzo Chigi sostiene che è il momento di accelerare. Tra il weekend e lunedì è perciò previsto un Cdm in cui potrebbe essere approvato un nuovo Dpcm per riavviare alcune linee produttive. Ma nulla è certo perchè molto dipenderà dall’andamento dei contagi . E Conte ha sempre assicurato che l’ultima parola, prima della decisione politica, spetterà al comitato tecnico scientifico.

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A fine aprile le nuove misure economiche
Quanto alle misure economiche, è atteso per fine aprile un decreto da circa 60 miliardi (che in parte si vorrebbero coprire con fondi Ue) per il rinnovo della cassa integrazione, il bonus da 800 euro per gli autonomi, un indennizzo tra 400 euro e 600 euro per colf e badanti regolari che hanno avuto il rapporto di lavoro sospeso a causa dell’emergenza coronavirus, una forma di “reddito di emergenza” e anche lo slittamento – su cui è in corso una riflessione – di plastic e sugar tax. Si ragiona anche di misure per i cantieri. Quanto al turismo si studia un sostegno alla liquidità di un settore pesantemente colpito, ma anche un voucher per le vacanze e regole uniformi in tutto il Paese per andare in spiaggia.

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