È l’esborso aggiuntivo che, a causa dell’instabilità, il Tesoro ha pagato quest’anno e pagherà nel prossimo su tutti i titoli di Stato emessi durante il Governo gialloverde
di Morya Longo
Debito pubblico italiano insostenibile, come ai tempi di guerra
4′ di lettura
Mentre la politica annuncia tagli alle tasse, si arrovella su come evitare l’aumento dell’Iva e litiga sul calendario, il Governo gialloverde vive un passaggio decisivo (oggi Conte riferirà al Senato) lasciando all’Italia una gabella da 2,8 miliardi nel 2019 e da altri 2,3 nel 2020. Un conto che il Paese non avrebbe dovuto pagare se, sui mercati, i BTp e i BoT si fossero comportati come i più tranquilli titoli di Stato spagnoli. E che invece deve onorare: a tanto ammontano infatti gli interessi aggiuntivi, rispetto a quelli che avremmo pagato se avessimo avuto tassi uguali a quelli di un Paese paragonabile all’Italia, come appunto la Spagna, su tutte le emissioni di titoli di Stato effettuate tra maggio 2018 e agosto 2019.
Si tratta di interessi effettivi, non stimati: il calcolo – effettuato per Il Sole 24 Ore da un primario ufficio studi italiano che preferisce non apparire – è realizzato su tutti i titoli di Stato emessi durante il Governo Conte. Dai BoT fino ai BTp.
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Se è vero che i tassi d’interesse in termini assoluti sono scesi da quando è uscita la prima bozza del contratto di Governo il 15 maggio 2018 (i BTp decennali erano a 1,92% e sono a 1,4% ora), è altrettanto vero che negli altri Paesi un tempo chiamati Pigs i tassi di mercato sono calati molto di più. La Spagna è passata nello stesso periodo dall’1,32% allo 0,15% attuale, il Portogallo dall’1,71% allo 0,18% e l’Irlanda addirittura è scesa sotto zero dall’1,05% del 14 maggio 2018. In un mondo che ormai ha 15mila miliardi di bond a tassi negativi, l’Italia continua insomma a pagare rendimenti anomali. Eccessivi. Questo è il conto dell’incertezza. Del populismo. Della retorica no-euro.
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