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Decreto maggio, verso intesa su reddito di emergenza. Conte chiama sindacati e imprese

le misure per la ripartenza

Il nuovo sussidio potrebbe anche cambiare nome e diventare “Contributo di emergenza” per chiarire che si tratta di una misura temporanea, non strutturale. Nel governo non c’è ancora l’intesa sulle norme a sostegno delle aziende, con ricapitalizzazioni con risorse pubbliche e stanziamenti a fondo perduto.

5 maggio 2020

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3′ di lettura

Si va verso una intesa nella maggiorana sul Reddito di emergenza, che potrebbe anche cambiare nome e diventare “Contributo di emergenza” per chiarire

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sin dal nome che si tratta di una misura temporanea, non strutturale. Secondo quanto si apprende da diverse fonti di maggioranza, si starebbe quindi per arrivare a sciogliere uno dei nodi principali del
decreto di maggio. Il nuovo sussidio sarebbe quindi temporaneo, così come ipotizzato fin dall’inizio, e potrebbe essere erogato in due mensilità, ma su questo punto si stanno ancora facendo valutazioni e simulazioni.

Manca ancora la quadra sulle norme per il sostegno alle imprese. Mentre su altre misure, dai trasferimenti a fondo perduto alle imprese allo sblocco dei circa 12 miliardi di debiti della Pa, l’esecutivo sembra aver trovato una quadra. Il premier Giuseppe Conte ha incontrato in serata i sindacati
(«lavoriamo a un intervento cospicuo, non sarà la panacea ma stiamo facendo il possibile per limitare i danni» ha detto, aggiungendo che «per far ripartire davvero il Paese abbiamo bisogno di un ‘patto sociale’ per coniugare modernità e equità») e vedrà nella mattinata del 6 maggio i rappresentanti del mondo imprenditoriale per un confronto sulle misure economiche del nuovo decreto. Il Cdm che varerà il provvedimento da 55 miliardi è atteso in settimana.

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Manca intesa su norme per imprese
Nel governo non c’è ancora l’intesa anche sulle norme a sostegno delle aziende, con ricapitalizzazioni con risorse pubbliche e stanziamenti a fondo perduto. Il premier avrebbe rinviato il momento per fare una sintesi e prendere una decisione a dopo l’incontro con sindacati e imprese.

Bonetti: risorse insufficienti per famiglie
A ciò si aggiunge la protesta della ministra per le Pari Opportunità e la
Famiglia Elena Bonetti per la quale le risorse che saranno stanziate
dal prossimo decreto sono «del tutto insufficienti per rispondere alle reali esigenze delle famiglie». «La mia richiesta non è stata accolta – ha aggiunto non sono stati stanziati sufficienti soldi».

Catalfo: più semplici procedure per la Cig
Nel prossimo decreto di maggio ci saranno «una semplificazione per le procedure di trasmissione e lavorazione delle domande di Cig» e «tutele per i lavoratori dello spettacolo e dello sport» ha detto la ministro del Lavoro Nunzia Catalfo durante l’incontro con i sindacati

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