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Decreto Rilancio, Upb: efficace se attuato in tempi rapidi

Audito dalla commissione Bilancio alla Camera anche il presidente dell’Upb, Giuseppe Pisauro: «L’intervento – ha detto – prevede la necessità di numerosi decreti di attuazione e in alcuni casi anche la preventiva subordinazione delle disposizioni alla dichiarazione di compatibilità con la normativa Ue sugli aiuti di Stato. In generale l’efficacia delle misure dipenderà dal rispetto dei tempi previsti, da meccanismi rapidi di assegnazione delle risorse, da procedure telematiche efficienti, dalla realistica concretizzazione delle semplificazioni procedurali inserite nelle norme».

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Operazioni Cdp possono pesare su debito
La «più importante »misura riguarda la costituzione del patrimonio destinato presso Cassa depositi e prestiti «che ha effetto su bilancio dello Stato, per 44 miliardi, e nessun effetto sugli altri saldi, abbiamo qualche dubbio». Questa l’opinione del presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio Giuseppe Pisauro riferendosi alle operazioni di ricapitalizzazione da parte di Cdp. «Uno strumento i cui contorni sono molto flessibili, secondo la relazione tecnica – ha aggiunto – non ha effetti sul fabbisogno e quindi sul debito, vi sono elementi di complessità che riguardano l’impatto sui conti, quando viene fatta l’operazione di ricapitalizzazione quello produce un debito sulla Pa, quindi quando la cosa dovesse partire effettivamente il risultato è un aumento del debito. Una valutazione più precisa del profilo temporale è subordinata a una serie di elementi al momento non disponibili».

Serve revisione del fisco organica
Data l’emergenza ci sono interventi «in numerosi settori» e «detassazioni di breve periodo». Ma «tra qualche mese» andranno «riconsiderati» facendo «scelte strategiche». Per l’Upb in particolare gli interventi «frammentati» sul fronte fiscale «andranno collocati negli anni a venire in un quadro organico di riordino complessivo. Ciò si rende in particolare necessario anche in considerazione delle specificità di alcune imposte, come ad esempio nel caso dell’Irap, fortemente ridotta per l’anno in corso, il cui gettito contribuisce in maniera rilevante al finanziamento» della sanità. Inoltre il taglio dell’Irap va a «commercio e costruzioni» per il «27% e 18%» mentre «il 33% della riduzione dell’imposta è concentrata nel settore manufatturiero», aggiunge Pisauro in audizione. «I sottosettori maggiormente colpiti dalle misure di contenimento» del Covid-19 rappresentano «circa il 20% dei contribuenti e a loro andrebbe poco meno del 10% della riduzione complessiva del gettito» . Una «riduzione di imposta generalizzata e rilevante anche per molti settori che hanno risentito meno dell’emergenza appare meno coerente con l’dea di indirizzare le risorse dove servono di più».

Aiuti a un terzo delle famiglie, 46,6% a più povere
Complessivamemente le erogazioni, amortizzatori, indennità, Rem, «raggiungono circa un terzo delle famiglie italiane, con incidenze differenziate che dipendono dalla natura e dalla selettività delle prestazioni percepite e dalla tipologia di soggetti che compongono i nuclei familiari (lavoratori dipendenti, autonomi o altro), e risultano in media pari al 47% del reddito disponibile familiare mensile pre crisi». È la stima fatta da Pisauro secondo cui, nel complesso, «circa il 70,6% dei benefici erogati raggiunge il lavoro dipendente, il 24,8 per cento il lavoro autonomo, mentre è stanziato per il Rem circa il 4,6% delle risorse complessive». Quanto alla distribuzione in base alle fasce di reddito si «evidenzia una maggiore presenza dei nuclei beneficiati in corrispondenza dei decili più bassi: si passa da un’incidenza del 46,6% del primo decile al 25,1% del decimo decile».

Per approfondire:
Decreto Rilancio, Gualtieri: alcune banche lente sui prestiti

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