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Def: Pil 2018 accelera a +1,6 per cento, poi scende con Iva

Gli economisti di Confindustria, però, vedono un’ “Italia sotto le attese a inizio 2018”. Intanto il Pil procapite della Spagna ha superato quello dell’Italia nel 2017

Roma – Il Pil 2018 dovrebbe accelerare all’1,6% dall’1,5% previsto finora, rallentando poi all’1,4% nel 2019 e all’1,3% nel 2020 per l’effetto ‘recessivo’ delle clausole di salvaguardia sull’Iva previste a legislazione vigente. È quanto prevede, a quanto si apprende, il quadro tendenziale del Def ‘tecnico’ messo a punto dal Mef.

Il quadro tendenziale del Documento di economia e finanza non è ancora stato definito ed è al momento oggetto di analisi dei tecnici del Mef“, riporta l’Ansa citando fonti del Ministero dell’Economia.

Il governo potrebbe presentare il Def in versione ‘asciutta’ all’inizio della prossima settimana, probabilmente tra lunedì a martedì. Si tratterebbe, come ribadito più volte dal governo, solo del quadro macroeconomico tendenziale, a legislazione vigente. Il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, rientrerà dalla riunione del Fondo monetario internazionale a Washington domenica sera.

Gli economisti di Confindustria, però, vedono un’Italia sotto le attese a inizio 2018. “Crescono i rischi per l’economia mondiale e l’Italia rallenta nel 1° trimestre” è la sintesi della “congiuntura flash” del centro studi di via dell’Astronomia. Dopo la produzione industriale che “ha sorpreso al ribasso a febbraio” e la “lieve flessione degli ordini per l’industria“, “rimane il trend di crescita” ma, avverte Confindustria, “potrebbe determinare una frenata del Pil nel primo trimestre dopo il +0,3% nel quarto del 2017“.

Intanto il Pil procapite della Spagna ha superato quello dell’Italia nel 2017. È quanto emerge dai dati diffusi del fondo monetario Internazionale che confrontano i paesi sulla base della ”parità del potere d’acquisto”. Lo riporta il Financial Times citando alcuni dati del Fmi. Secondo le rilevazioni la Spagna sarà il 7 per cento più ricca dell’Italia nei prossimi cinque anni. Dieci anni fa l’Italia era il 10 per cento più ricca.

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