Il vicepremier Di Maio propone per i datori di lavoro l’esonero del versamento dell’1,6% destinato alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, sui contratti a tempo indeterminato, per un valore di 4 miliardi. Contrari i sindacati: nessun vantaggio per i lavoratori. Fredda Confindustria
di Giorgio Pogliotti
Il vicepremier Luigi Di Maio propone uno scambio: l’introduzione del salario minimo legale, compensato da un taglio del cuneo fiscale-contributivo per 4 miliardi in modo da “congelare” l’incremento del costo del lavoro previsto a carico delle aziende. Ma la proposta è stata respinta da imprese e sindacati, al tavolo convocato a Palazzo Chigi alla presenza del premier Giuseppe Conte e del ministro dell’Economia, Giovanni Tria.
Le presenze al tavolo sono state evidenziate da fonti dell’Esecutivo M5S che hanno puntualizzato «è questo il vero vertice di governo sulla manovra», come per prendere le distanze dall’iniziativa promossa dal vicepremier Matteo Salvini con le parti sociali al Viminale.
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In forte ritardo sulla tabella di marcia, la giornata di incontri con le parti sociali in vista della definizione della legge di bilancio, è iniziata con la convocazione al tavolo dei leader di Cgil, Cisl e Uil. Al tavolo mancava la presenza della Lega, al termine della riunione si è aggiunto il ministro Gian Marco Centinaio.
Di Maio:niente versamenti per la Naspi a carico delle imprese
La proposta di riduzione del cuneo fiscale su cui lavora il vicepremier Di Maio, prevede per i datori di lavoro l’esonero del versamento dell’1,6% destinato alla Naspi, l’indennità di disoccupazione, solo sui contratti a tempo indeterminato. «Agiamo sulle tasse che pagano le imprese quando assumono un dipendente, in particolare quando finanziano gli ammortizzatori sociali, la Naspi ». La proposta è stata rispedita al mittente dai sindacati che con Confindustria hanno concordato una proposta comune, affinchè la riduzione del cuneo fiscale avvenga a vantaggio dei lavoratori, per rilanciare i consumi. «Con la proposta di Di Maio i lavoratori non avrebbero alcun vantaggio» hanno commentato alla fine i leader sindacali. Resta, peraltro, da capire come finanziare la Naspi: l’esborso finirebbe per gravare sui conti pubblici. La proposta di Di Maio è stata accolta con freddezza anche dal presidente di Confindustria, Vincenzo Boccia che si è limitato a dire: «è troppo poco». Perchè il disegno di Di Maio è «far risparmiare 4 miliardi di cuneo fiscale alle imprese, per fare il salario minimo senza gravare su di loro».

