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Dieci cose da sapere sul vertice di Davos

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Parte a Davos la 49esima edizione del World Economic Forum: il meeting annuale durerà fino a venerdì e vedrà la partecipazione del gotha politico ed economico mondiale. Oltre 3.000 gli invitati. Per l’Italia saranno presenti, oltre ai manager e ad altri imprenditori, il premier Giuseppe Conte e il Ministro dell’Economia Giovanni Tria. Ecco le 10 cose da sapere su Davos.

Dove si trova Davos?

È una cittadina delle Alpi svizzere, nel Cantone dei Grigioni, molto nota come località sciistica. Nell’Ottocento era famosa per ospitare nosocomi di un certo livello: pare che Thomas Mann, che aveva la moglie lì ricoverata, avesse tratto ispirazione per la sua “Montagna incantata” durante uno dei suoi soggiorni. Generalmente la terza settimana di gennaio Davos ospita il Meeting annuale del World Economic Forum (WEF), un’organizzazione no profit svizzera, che comprende l’élite imprenditoriale e politica mondiale. I delegati (che devono essere invitati) includono leader politici, dirigenti e il personale senior delle principali compagnie internazionali, compresi gli hedge fund, le banche, la tecnologia e le grandi case farmaceutiche, nonché i principali studiosi e politici.

Per cinque giorni, questa piccola cittadina di montagna viene presa letteralmente d’assalto e bloccata. Impossibile muoversi senza essere controllati da un corpo permanente di cecchini dell’esercito svizzero (saranno 5.000) con ai piedi scarponi da sci, molti dei quali appostati sui tetti che si affacciano sulle sedi delle conferenze e sugli hotel. La gente del posto dice che è un ottimo momento per sciare in quanto le piste rimangono per la maggior parte inutilizzate. Trovare una stanza d’albergo potrebbe però rivelarsi difficile se non si partecipa al forum. 

Cos’è il World Economic Forum?

Il convegno ha cadenza annuale fin dal 1971. Quell’anno si tenne l’European Management Symposium, una conferenza accademica, economica e di gestione presieduta da Klaus Schwab: professore di origine tedesca dell’Università di Ginevra, era tornato da un anno ad Harvard e voleva condividere la sua nuova esperienza nei sistemi di gestione degli Stati Uniti. Il primo forum richiamò 450 persone. Nel corso degli anni, è cresciuto. Il forum ha invitato i politici per la prima volta nel 1974 e nel 1976, per poi estendere l’adesione a CEO e dirigenti d’azienda di oltre 1.000 aziende leader nel mondo. La fondazione divenne il World Economic Forum nel 1987. Quest’anno è alla sua 49esima edizione. 

Quando si tiene?

Generalmente, si svolge nella terza settimana di gennaio. Quest’anno, dal 21 al 25.

Chi sono gli invitati?

Non è facile per gli amministratori delegati delle principali società del mondo cancellare cinque giorni interi dalle loro agende; alcuni restano solo un giorno o due. Tuttavia, il primo “Davos” si tenne in tempi meno ‘rapidi’ rispetto ad oggi e durò ben due settimane. Partiamo dai monarchi: il re Filippo del Belgio e sua moglie, la regina Mathilde, e il principe ereditario norvegese Haakon e la principessa Mette-Marit sono sulla lista degli ospiti. I re Abdullah II di Giordania e la regina Rania sono clienti abituali di Davos. La regina Massima dei Paesi Bassi presta il suo imprimatur reale e funge anche da avvocato speciale dell’Unità per la finanza inclusiva.

Tra i leader politici ci saranno il primo ministro del Giappone Shinzo Abe, il presidente del Brasile Jair Bolsonaro, il vice-presidente cinese Wang Qishan, il premier spagnolo Pedro Sanchez e quello olandese Mark Rutte, la cancelliera tedesca Angela Merkel, il presidente dell’Iraq Barham Salih, il cancelliere austriaco Sebastian Kurz, il premier di Israele Benjamin Netanyahu e il primo ministro libico Faiez Al Serrag, oltre a vari altri capi di Stato o di governo africani e sudamericani. A rappresentare le maggiori istituzionali internazionali ci saranno, tra gli altri, i numeri uno dell’Fmi, Christine Lagarde, dell’Ocse, Angel Gurria e della Nato, Jens Stoltenberg, e anche il presidente della Banca mondiale, Jim Yong Kim.

Inoltre, Davos ha sempre avuto la sua spolverata di celebrità del mondo dello spettacolo: Matt Damon, Goldie Hawn, Leonardo Di Caprio, Kevin Spacy, Elton John e Bono sono solo alcuni dei nomi che sono sfilati a Davos. Quest’anno verranno premiati per il loro impegno nel sociale Elton John e Cate Blanchett. 

Quali italiani sono presenti?

Figurano nella lista degli invitati, tra gli altri oltre al premier Giuseppe Conte e al ministro dell’Economia Giovanni Tria, il presidente di Cassa Depositi e Prestiti Massimo Tononi, il ceo di Enel Francesco Starace, il ceo di Eni Claudio Descalzi, la presidente di Eni Emma Marcegaglia, il ceo di Generali Philippe Donnet, il ceo di Intesa Sanpaolo Carlo Messina, il ceo di Mediobanca Alberto Nagel, il ceo di Unipol Carlo Cimbri, il ceo di Banca Ifis Giovanni Bossi, i presidenti di Saipem Francesco Caio, di Geox Mario Moretti Polegato, di Illycaffe’ Andrea Illy, di Technogym Nerio Alessandri e di Ariston Thermo Paolo Merloni.

Di cosa si parla?

Le discussioni di Davos sono sempre piene di idee e alcune arrivano a buon fine. I ‘Grandi’ trascorrono la settimana a rimuginare sulle principali sfide mondiali e su come vincerle. A margine, si incontrano, si salutano e fanno un sacco di affari. L’accordo nordamericano di libero scambio – che collega Stati Uniti, Canada e Messico – è stato inizialmente proposto in una riunione informale per i leader politici a Davos. Ogni anno si affronta un argomento diverso, in quest’edizione si parla di globalizzazione, ma sono oltre 400 i panel in programma nel corso dei quali verranno affrontati i temi più disparati. Ma non si parla solo di economia, ma dei temi più vari, dalla cybersecurity all’ambiente passando al sociale. 

I presidenti Usa vengono spesso?

L’anno scorso partecipò Trump ma quest’anno, a causa dello ‘shutdown’, non potrà esserci. Nella storia degli Usa, Ronald Reagan si è unito al gruppo di Davos diverse volte, ma solo tramite collegamento video. Il primo presidente statunitense che si è seduto a Davos è stato Bill Clinton nel 2000. Il presidente George Bush – padre e figlio – non è mai venuto al villaggio nelle montagne svizzere, e nemmeno il presidente Barack Obama. 

Come funzionano i badge?

C’è una vera e propria gerarchia dei badge del WEF. I capi di stato, i reali e altre personalità di alto livello hanno i distintivi più ambiti: badge in bianco. Arancione (media), viola (personale tecnico), verde (funzionari che accompagnano i capi di stato) e distintivi grigi (per coniugi e partner di badge bianchi) offrono un accesso più limitato. 

Che tempo fa?

A Davos le temperature scendono in genere fino a -15 o -17 gradi e gli invitati al forum possono usufruire di speciali navette per gli spostamenti. Benché brevi, non sono molto consigliabili per l’alta probabilità di cadute sui sentieri ghiacciati. 

Qualche aneddoto particolare?

Il fondatore del forum, Klaus Schwab, potrebbe essere l’unica persona ad aver sbattuto in faccia il telefono a un presidente francese. Negli anni ’70 chiese alla sua segretaria di chiamare il “signor Giscard d’Estaing”. Voleva parlare con Olivier Giscard d’Estaing, l’uomo responsabile della business school Insead. Invece la chiamata fu fatta al palazzo dell’Eliseo, e Schwab fu messo in contatto direttamente con l’allora presidente francese, Valery Giscard d’Estaing. Sentendo la voce del presidente, Schwab andò nel panico e mise giù il telefono.

Altro aneddoto: l’ex primo ministro britannico, Edward Heath, fece la sua apparizione nel forum come direttore d’orchestra, assumendo la direzione della Zurich Chamber Orchestra in un concerto di beneficenza nel 1979, anche se il suo compito principale in quell’anno era di fungere da presidente del forum. Ma, grazie al forum, sembra che si sia sventata anche una guerra. L’ex primo ministro turco Ozal sostiene che Davos impedì che il suo Paese entrasse in conflitto con la Grecia. Quando nel 1987 le tensioni tra i due Paesi si intensificarono, non si arrivò a una guerra aperta perché l’anno precedente Ozal aveva conosciuto al Forum il suo omologo greco, Andreas Papandreou, capendo che si sarebbe potuto fidare di lui.

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