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Dl crescita, Confindustria: primo segnale di discontinuità nelle politiche del Governo

Il Decreto crescita «ha avuto una lunga gestazione e contiene alcune misure utili per il sostegno alle imprese. Nel complesso, fa registrare un primo segnale di discontinuità, seppur di portata limitata, nelle politiche del Governo, nel senso di una maggiore attenzione alla crescita e alle istanze del mondo produttivo». È quanto afferma il direttore generale di Confindustria, Marcella Panucci, nell’audizione davanti alle commissioni Bilancio e Finanze della Camera, rilevando che «grazie anche al confronto con le associazioni imprenditoriali», il provvedimento «rimedia ad alcuni errori e manchevolezze dell’ultima manovra di Bilancio. Ci riferiamo, ad esempio, alla re-introduzione del superammortamento e alle modifiche alla mini-Ires».

Secondo Confindustria, «i due decreti, crescita e sblocca-cantieri, seppur non completamente soddisfacenti rispetto alle istanze delle forze economiche e sociali, rappresentano la prima tappa di questa nuova fase di confronto leale, che speriamo possa proseguire nei prossimi mesi». L’auspicio di Confindustria è quindi che il provvedimento «possa contribuire al rilancio degli investimenti e alla crescita del Paese». Per l’associazione delle imprese italane «rimane fermo che, per un giudizio compiuto sulla sua efficacia, occorre attendere l’emanazione dei numerosi provvedimenti attuativi previsti, più di 30, che, peraltro, si sommano a quelli non ancora adottati in esecuzione dell’ultima Legge di Bilancio, molti dei quali riferiti a misure per favorire la crescita». Tra le priorità segnalate da Panucci, il via libera ai decreti attuativi relativi ai voucher per i “temporary manager”, le misure a sostegno del “venture capital”, e quelle sulle «modalità di verifica dell’obbligo di destinare al Mezzogiorno un volume complessivo annuale di stanziamenti ordinari in conto capitale proporzionale alla popolazione», esteso anche ad Anas e Rfi.

Nel suo intervento, Panucci ha ricordato anche i «segnali contraddittori» che il Governo ha dato «nei primi mesi della sua azione», che «hanno ingenerato quel clima di sfiducia che contribuisce a spiegare l’attuale fase di sostanziale stagnazione economica». «Non dimentichiamo – ha aggiunto – solo per fare qualche esempio, che mentre si discuteva di “Crescita” e “Sblocca cantieri”, veniva in parallelo approvata una legge sulla class action molto penalizzante per le imprese e misure come il blocca-trivelle e altre di analogo tenore, caratterizzate da un approccio avversativo, se non addirittura ostile verso chi produce».

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