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Dl fisco: governo accelera, testo arriva in Cdm

riunione in corso

Nel 2020 Quota 100 non cambierà e le tasse saranno tagliate solo ai lavoratori. Su questi due pilastri regge il primo accordo sulla manovra, siglato da Pd e M5s

15 ottobre 2019

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Manovra: lo sconto del Fisco vale più di quello dell’idraulico infedele

3′ di lettura

Al via il Consiglio dei ministri per approvare il Documento programmatico di bilancio

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(Dpb) che indica i cardini della legge di bilancio e deve essere inviato alla Commissione europea entro mezzanotte. Anche il decreto fiscale (che assicura circa tre miliardi di coperture), oltre alla manovra, è arrivato sul tavolo del Consiglio dei
ministri e potrebbe essere approvato già questa sera. L’accelerazione arriva dopo una riunione serale al ministero dell’Economia.

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Quota 100 resta, tasse giù lavoratori
Nel 2020 Quota 100 non cambierà e le tasse saranno tagliate solo ai lavoratori. Su questi due pilastri regge il primo accordo sulla manovra, siglato da Pd e M5s. Il confronto prosegue: manca l’intesa su temi delicati come il carcere agli evasori. E Matteo Renzi attacca sia su Quota 100 sia sull’abbassamento da 3.000 a 1.000 euro del tetto all’uso del contante, una scelta su cui si scontra con il premier Giuseppe Conte. Ma intanto il M5s ottiene che le finestre per le pensioni anticipate non slittino e il Pd che i 3 miliardi di taglio del cuneo non vengano spalmati anche sulle imprese ma dati solo ai lavoratori.

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Tre miliardi per il taglio del cuneo fiscale
L’approdo della manovra in consiglio dei ministri è laborioso, soprattutto per far quadrare le coperture. A conti fatti, potrebbe lievitare un po’, salendo oltre i 30 miliardi. Il grosso delle coperture sarà legato alla flessibilità sul deficit, alla spending rewiew e all’abolizione dei sussidi ad
attività dannose per l’ambiente. E un apporto notevole è atteso dalla lotta all’evasione fiscale: la nota di aggiornamento al Def mette in conto 7 miliardi, ma al momento le coperture cifrate nella bozza del decreto arrivano a circa 2,7 miliardi, anche se molte misure ancora non sono accompagnate da quantificazioni di gettito. C’è poi l’inatteso tesoretto da 3
miliardi legato al maggior gettito dalle imposte delle partite Iva.

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