di Nicola Barone

Decreto rilancio, le novità sugli ammortizzatori sociali

Sì del Governo al decreto da 55 miliardi con le misure urgenti a sostegno all’economia

13 maggio 2020


Via libera dal Consiglio dei ministri al decreto Rilancio. Uno scudo da 55 miliardi per proteggere imprese, famiglie e lavoratori dai danni dell’emergenza sanitaria. Nella maxi-manovra arrivata in Consiglio dei ministri dopo settimane di gestazione – tra problemi tecnici e liti politiche – si confermano i capisaldi degli interventi, dai fondi alla sanità e alla protezione civile al rinnovo di tutti gli ammortizzatori sociali, fino alla creazione di un bonus per colf e badanti e di uno strumento ad hoc, il Reddito di emergenza, per le famiglie più in difficoltà.

Dall’Irap al bonus autonomi
Come assicurato dal ministero dell’Economia nessun problema circa le coperture. Fra gli interventi sono previsti uno stop all’acconto Irap da 4 miliardi e circa 6 miliardi per i ristori a fondo perduto delle Pmi. E ancora 2 miliardi per gli interventi che consentiranno la ripartenza delle attività produttive e dei negozi adeguandosi alle norme anti Covid-19, circa 10 miliardi per ulteriori settimane di Cig e 4 miliardi e mezzo per il bonus autonomi. Ci sono anche 2 miliardi per le misure fiscali, 2,5 miliardi per il turismo e la cultura, 5 per Sanità e sicurezza.

Cambia il meccanismo del ristoro a fondo perduto per le Pmi
Nell’ultima bozza del decreto Rilancio, il minimo resta a 1000 euro per le persone fisiche (2000 per gli altri soggetti), e il calcolo sulla differenza di introiti tra i mesi di aprile 2019 e 2020, ma cambiano fasce e percentuali: i più piccoli, fino a 400mila euro di ricavi (la soglia prima era 100mila) riceveranno il 20%, imprese e attività tra 400mila euro e 1 milione il 15%, chi sta tra tra 1 e 5 milioni il 10%. Prima le percentuali erano 25%, 20% e 15%.

Per colf e badanti indennità di 500 euro, 468 milioni
L’indennità per colf e badanti sarà di 500 euro, per i mesi di aprile e maggio. Il bonus vale per i lavoratori domestici che al 23 febbraio 2020 avevano in essere uno o più contratti di lavoro per una durata complessiva superiore a 10 ore settimanali, a patto che non fossero conviventi col datore di lavoro. L’indennità, precedentemente prevista da 400 e 600 euro, non è cumulabile con altre né con la pensione, ad eccezione dell’assegno ordinario di invalidità; viene erogata dall’Inps in unica soluzione. Lo stanziamento previsto dalla bozza del decreto è di 468,3 milioni.

Fondo di 3,5 mld per Comuni, Province e città metropolitane
L’istituzione di un fondo presso il ministero dell’Interno con una dotazione per l’anno 2020 di 3,5 miliardi di euro, da ripartire tra comuni, province e città metropolitane, entro il 10 luglio 2020 con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze sulla base della perdita di gettito e dei fabbisogni per le funzioni fondamentali. Lo prevede il testo del Dl Rilancio pronto per il Consiglio dei ministri e in possesso de Il Sole 24 Ore Radiocor. Per assicurare, in ogni caso, una celere erogazione di risorse utili per fronteggiare l’emergenza sanitaria, si prevede di erogare il 30 per cento del fondo a titolo di acconto in proporzione alle entrate al 31 dicembre 2019.

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