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Dl semplificazioni, divisioni nella maggioranza. Ma Conte: fare presto. Bonomi: vararlo subito

le misure attese

«Non ho assolutamente motivo di dubitare che pur nella varietà di posizioni che ci possono essere tra le forze politiche di maggioranza si trovi la convergenza per una semplificazione vera» dice il premier

di Nicola Barone

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2 luglio 2020


2′ di lettura

Appalti, abuso d’ufficio, danno erariale. Sono ancora diversi

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i nodi da sciogliere nel decreto sulle semplificazioni. A quanto emerge al termine del vertice di questa mattina a Palazzo Chigi, tra i partiti sono rimaste distanze sui diversi temi e si è deciso di chiudere la discussione in sede politica per passare la palla all’esame tecnico del preconsiglio dei ministri. E non è esclusa secondo alcuni un’approvazione del testo definitivo da parte dell’esecutivo con la formula “salvo intese”.

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Conte: momento del coraggio, si troverà convergenza

«Non è una questione di passi indietro, l’Italia ha sofferto così tanto in questi mesi che vuole una ripresa veloce, certa. Questo è il momento del coraggio. Non ho assolutamente motivo di dubitare che pur nella varietà di posizioni che ci possono essere tra le forze politiche di maggioranza si trovi la convergenza per una semplificazione vera, robusta», dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ai cronisti sul Dl semplificazioni. «Occorre un passo risolutivo» a giudizio del premier. E se non arrivasse la svolta attesa? «È un’eventualità che non voglio considerare, non possiamo concederci di mancare questo appuntamento, ci sono tutte le condizioni, tutti dobbiamo osare avendo cura perché ci siano dei presidi di legalità rafforzati, dei protocolli antimafia, ancora maggior trasparenza. Ma non possiamo accettare il principio che non si fa niente per paura di infiltrazioni criminali, è un atteggiamento inaccettabile».

Bonomi: Governo lo vari al più presto

Un invito a rompere gli indugi arriva intanto dal presidente di Confindustria Carlo Bonomi. «Ci auguriamo che il governo definisca e vari al più presto il cosiddetto decreto semplificazioni che è stato annunciato». Le bozze che sono circolate finora «non risolvono tutte le criticità ma è innegabile che il problema è immenso e costituisce da molti anni un collo di bottiglia per la crescita del Paese, la realizzazione di opere e interventi troppo a lungo rinviati, il reddito e il lavoro di centinaia di migliaia di italiani». Per questo, segnala il leader degli industriali, «un segnale forte è indispensabile e bene ha fatto il premier Conte ad annunciarlo in questi giorni anche nei suoi colloqui europei».

Gli aspetti su cui si cerca un compromesso

Sul tema degli appalti sopra soglia e sull’elenco delle opere pubbliche da sbloccare, si starebbe ancora in queste ore cercando un’intesa. Ma LeU, con Loredana De Petris, tiene aperto anche il tema dell’edilizia, reputando non sufficiente lo stralcio della norma sul condono dal testo. «Restano norme per noi inaccettabili come quelle che consentono le ricostruzioni in deroga, senza mantenere le stesse sagome: non c’è l’esclusione dei centri storici e di tessuti urbani consolidati. Si capisce bene che impatto può avere». Quanto al tema dell’abuso d’ufficio, mentre il Pd spiega che un accordo di massima è stato raggiunto, la stessa De Petris afferma che non si sono fatti passi avanti e fonti di Iv dicono di aver chiesto lo stralcio della norma. «Abbiamo fatto le nostre osservazioni – dice De Petris – ora spetta al Governo».

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