emergenza coviD-19

Anche psicologi e sociologi nel gruppo di lavoro in attesa di istituzione a Palazzo Chigi

di Gerardo Pelosi

10 aprile 2020


L’Europa alla prese con la Fase 2 per ripartire

2′ di lettura

Meno virologi ed epidemiologi, più manager, economisti, psicologi e sociologi. Cambia pelle la war rom del Covid-19 in Italia proprio in vista della Fase 2 dopo il 3 maggio. Senza rappresentare necessariamente un contraltare rispetto alla struttura messa in piedi presso la Protezione civile il premier Giuseppe Conte – come annunciato dal premier in conferenza stampa il 10 aprile – sta lavorando già da qualche giorno alla creazione di una task force che dovrebbe vedere la luce dopo Pasqua.

Colao a capo della task force
A guidare il gruppo di esperti sarà Vittorio Colao, ex ad di Vodafone e della Rcs dopo una lunga carriera manageriale passata tra McKinsey e Omnitel, che dovranno insieme ai virologi monitorare la curva del contagio regione per regione attività per attività per essere pronti alla ripartenza economica già per il 4 maggio. Il nome di Colao era circolato nelle ultime settimane anche tra i possibili candidati ai vertici delle grandi società pubbliche quotate come Leonardo ed Eni. Oltre a economisti, statistici e manager il gruppo dovrebbe contemplare anche la presenza di psicologi e sociologi per valutare tutti gli effetti del confinamento su alcune fasce della popolazione più particolarmente deboli ed esposte ad il rischio di povertà ed emarginazione.

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Esempio Francia e Spagna per priorità economiche
La scelta di rafforzare le esigenze del mondo produttivo nella cabina di regia nella governance dell’epidemia segue del resto una linea d’azione già intrapresa in altri Paesi europei come la Spagna e la Francia. In Spagna il premier Pedro Sanchez ha creato un tavolo di concertazione con imprese e sindacati che segue l’evolversi della pandemia e sta cercando di rieditare il vecchio Patto della Moncloa degli anni ’70 quando destre e sinistre si allearono per convergenti interessi economici. Anche in Francia il presidente Emmanuel Macron ha tenuto a raccordare strettamente le indicazioni sanitarie con le esigenze del mondo produttivo. La base delle decisioni verrà comunque presa seguendo le indicazioni del mondo scientifico e le linee guida dell’Organizzazione mondiale della Sanità.

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