DECRETO RILANCIO

La maxi manovra prevede un fondo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 da assegnare sulla base della popolazione ai comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza

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La maxi manovra prevede un fondo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 da assegnare sulla base della popolazione ai comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza

22 maggio 2020


3′ di lettura

Nelle ultime ore è salita la tensione sulla norma del decreto Rilancio che esclude alcune “ex zone rosse” dai fondi (200 milioni) destinati alle aree colpite dall’emergenza Covid-19. L’idea, nella fase di “gestazione” del provvedimento, era quella di assegnare queste risorse a tutte le zone rosse d’Italia dichiaratei zona rossa, sulla base di provvedimenti statali o regionali entro il 3 maggio 2020 per almeno trenta giorni consecutivi».

Che cosa prevede il decreto Rilancio
L’articolo 112 del decreto Rilancio prevede l’istituzione presso il ministero dell’Interno di un fondo di 200 milioni di euro per l’anno 2020 da assegnare sulla base della popolazione ai comuni ricadenti nei territori delle province di Bergamo, Brescia, Cremona, Lodi e Piacenza. La platea è stata dunque fortemente ridotta. I comuni beneficiari, prevede ancora la norma, devono destinare queste risorse per finanziare interventi di sostegno di carattere economico e sociale connessi con l’emergenza sanitaria. La prossima settimana il provvedimento comincerà il suo percorso parlamentare alla Camera. Il testo è stato assegnato alla commissione Bilancio della Camera. I Cinque Stelle hanno subito messo in evidenza la necessità di correggere la norma nel percorso di conversione parlamentare del provvedimento a tutte le realtà che in questi mesi sono diventate zone rosse, indipendentemente dalla dislocazione territoriale, a cominciare dalle aree del Centro Sud. La dote per le modifiche alla Camera e al Senato lasciata dal ministro dell’Economia Roberto Gualtieri è di 800 milioni, per restare nel limite dell’aumento di deficit autorizzato dal parlamento.

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298 comuni esclusi
Ma quanti sono i comuni che rimangono fuori? Se prendiamo in considerazione le indicazioni fornite dal presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro in occasione della conferenza stampa del 24 aprile scorso, a quella data «resistono 106 zone rosse in altrettanti Comuni in 9 Regioni». Partendo da Sud e risalendo lo Stivale, sulla base di questa rilevazione non avranno diritto ai fondi tre comuni siciliani (Villafrati, Agira e Troina), dieci calabresi (Melito Porto Salvo, Montebello Jonico, Fabrizia, Serra San Bruno, Chiaravalle Centrale, Cutro, Rogliano, Bocchigliero, San Lucido e Oriolo), quattro in Basilicata (Moliterno, Tricarico, Grassano e Irsina), tre comuni in Campania (Saviano, Paolisi e Ariano Irpino), cinque nel Molise (Riccia, Cercemaggiore, Montenero di Bisaccia, Pozzilli e Venafro), due nel Lazio (Fondi e Rocca di Papa), sei in Abruzzo (Ortona, Castilenti, Montefino, Castiglione Messer Raimondo , Bisenti e Arsita), uno in Umbria (Giove), 24 in Emilia Romagna (Montegridolfo, Saludecio, Mondaino, Cattolica, San Giovanni in Marignano, Morciano di Romagna, Montefiore Conca, Misano Adriatico, Rimini, Gemmano, Riccione, Coriano, Monte Scudo/Monte Colombo, Verucchio, San Leo, Maiolo, Pennabilli, Bellaria/Igea Marina, Santarcangelo di Romagna, Poggio Torriana, Novafeltria, Talamello, Sant’Agata Feltria e Casteldelci). Sulla base di questa rilevazione, sono esclusi dal fondo 58 comuni, in gran parte del Centro Sud.

A questi si dovrebbero aggiungere quelli del Veneto, non riportati nella rilevazione del 24 aprile: le province di Padova (103 Comuni, tra cui Vo’ Euganeo, il primo focolaio regionale), Treviso (94), e Venezia (43) dichiaratezona rossa nel Dpcm dell’8 marzo rimasto in vigore fino al 13 aprile, quindi per più di 30 giorni. In totale 298 comuni ex zone rosse che, allo stato attuale, non possono accedere alle risorse.

Il governatore della Campania De Luca chiede correzione al Governo
Il governatore del Veneto Zaia ha annunciato ricorso: «Questo decreto verrà buttato nel cestino e dovrà essere riscritto», ha detto. A sua volta il governatore della Campania De Luca ha criticato la decisione «di escludere le ex zone rosse (Vallo di Diano, area Ariano Irpino) dal Fondo dedicato alle aree colpite dall’emergenza Covid» e ha chiesto una correzione al governo. Sul nodo è intervenuto anche il ministro degli Esteri Di Maio che ha chiesto una modifica al decreto durante la conversione in Parlamento per «estendere i fondi a tutti i comuni diventati zona rossa durante questa pandemia».

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