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Economia del Sud, motori al minimo: Pil in frenata, disoccupazione record tra i giovani

Giorni di pagamento delle PMI del Mezzogiorno 2012-2019 (1q)

Giorni medi ponderati per il fatturato delle imprese. (Fonte: elaborazione Confindustria e SRM su dati Cerved)

Riprendono a crescere i fallimenti
Tornano ad aumentare, nel primo trimestre 2019, i giorni di ritardo nei pagamenti tra imprese (in media 17,7 giorni) e riprendono a crescere nel 2018 i fallimenti, così come le liquidazioni volontarie, possibile sintomo del peggioramento della percezione sulle aspettative future degli imprenditori meridionali. Segnali ancora contenuti, ma che coincidono con la percezione di un diffuso peggioramento dello scenario economico, a livello internazionale, nazionale e locale.

Imprese attive e società di capitali nelle regioni meridionali, I trimestre 2017 e I 2018

Valori assoluti e variazioni percentuali

La distanza con il Centro Nord sul piano dei consumi
Il mercato domestico continua a soffrire: restano elevati i divari interni relativi al potere d’acquisto, che si traducono in minori consumi (circa 800 euro pro capite in meno nelle regioni del Mezzogiorno rispetto a quelle del Centro Nord).

Occupati al Sud sotto la soglia dei sei milioni
L’andamento degli occupati, rileva ancora l’analisi, mostra elementi positivi mescolati a quelli negativi, con questi ultimi che prevalgono nei mesi più recenti (-2,2%): il primo trimestre 2019 è infatti il terzo trimestre di fila a far segnare un andamento negativo, cosicché, gli occupati al Sud tornano sotto la soglia dei 6 milioni, con un calo nella maggior parte delle regioni, tranne Molise, Puglia e Sardegna. I disoccupati sono circa 1milione e 500mila, mentre molti di più sono gli inattivi. Il tasso di attività si ferma al 54% e quello di occupazione al 43,4%.

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Apporto contenuto dagli investimenti pubblici
Sul passo lento dell’economia meridionale pesa il contributo limitato degli investimenti pubblici, che accentuano il proprio calo soprattutto nelle regioni meridionali. Infatti, la spesa pubblica in conto capitale pro capite del Centro Nord torna ad essere, nel 2017, di quasi 500 euro più elevata di quella del Mezzogiorno. Se i fondi strutturali rispettano i target fissati per i pagamenti, resta ridotta la spesa ordinaria, e molto basso è il contributo del Fondo Sviluppo e Coesione. A eccezione del credito d’imposta per gli investimenti nel Mezzogiorno, è in forte calo anche la spesa pubblica per incentivi alle imprese. Ristagnano anche gli investimenti fissi lordi, per i quali sembra attenuarsi di intensità il rimbalzo che aveva caratterizzato gli ultimi anni, con una piccola ma significativa eccezione delle costruzioni. E restano comunque lontanissimi i valori pre-crisi: gli investimenti fissi lordi totali sono inferiori del 36,2% rispetto a quelli del 2007.

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