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Esclusivo: il Tirolo impone una pesante riduzione del traffico tir al Brennero

La misura, discussa a porte chiuse, rischia di danneggiare gravemente la ripresa delle manifatture e dell’agroalimentare italiano. Scontro anche con la Germania, minacce di battaglie legali in sede europea

Quando nel 2009 i governi di Italia, Germania ed Austria, assieme alle regioni della Baviera, Tirolo, Veneto e alle provincie autonome di Trento e Bolzano sottoscrissero il memorandum per il rilancio dei traffici su ferrovia lungo il corridoio del Brennero, i flussi commerciali tra Verona e Monaco  avevano raggiunto il picco più basso del secolo. Colpa della crisi, che se oggi dovessimo interpretare con gli occhi della logistica, potremmo classificare come cosa archiviata, avendo raggiunto  oggi i livelli del 2008.
Ma se la notizia è un indicatore positivo in particolare per le manifatture e l’agroalimentare italiano, l’aumento del traffico rischia di aprire un nuovo fronte politico nel già instabile equilibrio tra gli stati europei. La miccia è stata accesa dal bellicoso Capitano del Tirolo Güinther Platter nell’ultima riunione dell’Euroregione alpina, occasione  il rinnovo del progetto del corridoio del Brennero. Un confronto teso, che ha costretto il coordinatore del Brenner Corridor, l’ex presidente della commissione Ue trasporti Pat Cox, a una lunga riunione a porte chiuse che i ben informati hanno definito burrascosa, in particolare per il lancio di accuse tra Platter ed il rappresentante del governo tedesco, contrario alle limitazioni dei traffico sul Brennero. Il Tirolo andrà avanti per la sua linea imponendo al traffico di passaggio un limite di 300 veicoli allora, nonostante la contrarietà del Governo  italiano e della Baviera che hanno annunciato l’avvio di una azione legale in sede europea per violazione della libertà di circolazione prevista dai Trattati. Secondo il Tirolo l’aumento progressivo del traffico di attraversamento stradale, aumentato di ben quattro volte negli ultimi anni, è diventato un fattore inquinante insostenibile per la popolazione. La soluzione sarebbe quella di preferire la ferrovia, ma i lavori del nuovo tunnel di Base del Brennero si concluderanno solo nel 2027, e nel frattempo il Tirolo vuole ripristinare l’ennesima barriera tra Stati, in un’Europa sempre più divisa.

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