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Fca-Psa, Misiani: vitale preservare gli insediamenti in Italia

il risiko dell’auto

«Il Governo italiano è attento all’evoluzione del settore e al futuro di Fca» ha dichiarato il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, nel corso di un Forum con l’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor

30 ottobre 2019


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«È vitale preservare gli insediamenti in Italia. Fca è una grande realtà a livello internazionale che mantiene un’importante presenza produttiva sul territorio italiano, con migliaia di dipendenti. Il Governo italiano è attento all’evoluzione del settore e al futuro di Fca». Lo ha dichiarato il viceministro dell’Economia Antonio Misiani, nel corso di un Forum con l’agenzia Il Sole 24 Ore Radiocor.

«Siamo consapevoli – ha aggiunto Misiani, interpellato sull’ipotesi di aggregazioni tra Fca e il gruppo francese Psa – che c’è un cambio di paradigma in atto nel mercato automobilistico mondiale, con il passaggio all’elettrico, il settore automobilistico è investito in pieno dalla transizione ecologica. Sono quindi necessari grandi investimenti e aggregazioni che mettano in grado questo patrimonio produttivo di competere nel migliore dei modi. Questo è il criterio di fondo con cui noi osserveremo con attenzione l’evoluzione di questi giorni, con l’idea – ha detto Misiani – che è vitale preservare l’insediamento in Italia di Fca e guardare con attenzione e favore tutti i percorsi di aggregazione e partnership industriali che permettano questo».

Misiani: plastic tax non scolpita su pietra, dialogo con imprese
Parlando di manovra, Misiani ha sottolineato che la plastic tax interviene «nell’ambito di una strada già tracciata a livello europeo, ma non è scritta sulla pietra. Vogliamo dialogare con categorie e imprese per migliorarla». Confermati gli «incentivi alle imprese per la riconversione» e l’esclusione delle plastiche biodegradabili. Secondo Misiani, questa imposta, insieme alla sugar tax, va considerata «una tassa di scopo per favorire la transizione. Nel caso della tassa sugli zuccheri aggiunti vogliamo ridurli, come già avviene in 50 paesi nel mondo, a fronte di un problema obesità significativo in Italia, come certificato dall’Istat».

Taglio cuneo fiscale confermato da metà 2020
Per il taglio del cuneo fiscale sui lavoratori previsto dalla Manovra «restiamo sulla tempistica di metà anno» chiarisce il vice ministro dell’Economia in merito all’istituzione di un Fondo da 3 miliardi per il 2020 e 5 per il 2021 nel Ddl bilancio, senza indicazioni di tempi. «È il primo step di una riforma fiscale Irpef complessiva, il cui cantiere partirà il prossimo anno», dice, caldeggiando ancora, in riferimento alla platea dei beneficiari, l’attenzione ai ‘working poors’, «i 3,7 milioni di incapienti, di cui solo 3-400 mila percepiscono il Reddito di cittadinanza, un segmento minore». L’avvio del taglio del cuneo fiscale è confermato quindi a luglio.

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