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Fca vede rosa e torna ai dividendi

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Un gruppo “forte e in salute”, pronto “a giocare il proprio ruolo” nello sviluppo del settore auto, e con l’intenzione di rendere il ritorno al dividendo “strutturale” negli anni a venire. Questo il ritratto del gruppo Fiat Chrysler delineato dal presidente John Elkann e dall’ad Mike Manley, che oggi ha debuttato – in maniche di camicia – al posto che fu di Sergio Marchionne, al tradizionale appuntamento dell’assemblea primaverile di bilancio.

Elkann ha iniziato ribadendo come in passato l’impegno “di lungo termine e per la stabilità” da parte della propria famiglia nell’azionariato di Fca: “Abbiamo accompagnato l’evoluzione della società negli ultimi 120 anni, ci siamo stati nei momenti più belli e in quelli difficili e continueremo a farlo”.

Fiat Chrysler, annuncia “non è mai stata più forte e così in salute come oggi. Il suo bilancio ci consente di fare gli investimenti opportuni e al contempo di remunerare i nostri azionisti con i dividendi”.

Proprio il ritorno al dividendo, 0,65 euro per azione, dopo dieci anni di digiuno, e anzi la prima cedola da quando esiste il gruppo Fiat Chrysler, ha catalizzato l’attenzione dell’assemblea.

“La nostra intenzione è che diventi strutturale”ha promesso Manley, mentre Elkann ha precisato che “non sarà un importo fisso ma legato ai nostri utili netti, sarà in proporzione di quelli”.

Di dividendo, straordinario questa volta, si tornerà a parlare già nei prossimi mesi, in seguito alla vendita della Marelli.

Manley ha confermato che il closing avverrà entro il primo semestre per una cifra vicina ai6 miliardi e che a seguire il board approverà una maxi cedola da 2 miliardi di euro.

Di alleanze non si parla

Non si è parlato invece di alleanze nel settore auto. I piccoli azionisti non hanno sollevato il tema e i vertici non hanno affrontato la questione, con Elkann che è volato alto: “I prossimi 20 anni per l’auto saranno vivaci e ricchi di novità come lo furono i primi 20. Oggi stiamo vivendo una nuova fase di profondo mutamento creativo e di fermento tecnologico. Siamo pronti a costruire questo futuro, con tecnologie utili e a prezzi accessibili. Siamo pronti a giocare il nostro ruolo in questa nuova ed entusiasmante era dell’industria dell’auto. Come in passato, siamo preparati a prendere decisioni e ad agire con coraggio e creatività, per costruire un futuro solido e ricco di opportunità per Fca”.

Quanto al 2019, Manley si è dichiarato “fiducioso” nel raggiungimento dei target per il 2019, e che “i risultati operativi saranno superiori a quelli record del 2018”.

Nell’area Nafta i risultati saranno dapprima in calo poi in ripresa, per Maserati è prevista una flessione nella prima metà, nell’area Emea le azioni intraprese spiegheranno i loro effetti durante l’anno con pieni benefici nel 2020.

In sintesi, afferma Elkann, “ci aspettiamo un significativo miglioramento nel secondo semestre”.

Confermati gli investimenti per “oltre 5 miliardi” di euro in Italia nell’arco di piano al 2022, che serviranno tra l’altro agli investimenti per la seconda generazione della 500 Bev elettrica.

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 (Afp)

 John Elkann

Vertici abbottonati poi sull’accordo tra Fca e Tesla sull’acquisto da parte del Lingotto dei crediti per le emissioni zero.

“E’ un accordo pluriennale – precisa solo Manley -ma mi rifiuto di svelarne i costi, perché sono dati che non vanno divulgati, vanno tenuti all’interno dell’azienda per proteggere questa intesa”.

L’assemblea di Fca ha approvato il bilancio 2018, chiuso con un utile di 3,6 miliardi di euro, e ha rinominato i consiglieri del gruppo, con la novità della nomina in cda del direttore finanziario Richard Palmer, che sarà consigliere esecutivo.

“E’ consuetudine che chi riveste la posizione di direttore finanziario sia anche consigliere – ha spiegato Elkann – Palmer è in Fca da anni, parlando con Manley abbiamo pensato che fosse un valore aggiunto averlo in consiglio. Lui ha allargato le competenze, sta seguendo una serie di attività, è un valore per l’azienda e un rafforzamento per il board, siamo contenti per questa opportunità di eleggerlo in consiglio”.

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