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Economia

Fidejussione da dieci milioni per ‘salvare’ i 51 esodati del Casinò

La somma è stata consegnata all’Inps dall’avvocato Giulio Di Matteo, amministratore unico della Casa da Gioco

SAINT VINCENT. Salvi grazie ad una fidejussione di dieci milioni  di euro i 51 ‘esodati’ del Casinò de la Vallée. Dal 1 dicembre 2017, questi lavoratori si trovano in una situazione di precarietà, privi di iso-pensione, in base alla legge Fornero,.

  Il problema, però, non sembra del tutto risolto, stando alle affermazioni di Claudio Albertinelli, responsabile sindacale del Savt (Sindycat Autonome Travailleurs Valdo^tains): “La positiva conclusione per quei dipendenti non conclude in positivo la questione Casinò. Chiediamo chiarimenti sull’applicazione del piano di ristrutturazione, sull’aspetto organizzativo e sulla sostenibilità dell’azienda. Su questo punto – annuncia – organizzeremo incontri a livello aziendale”.

 Intanto, la direzione della Casa da Gioco annuncia la promozione di attività di intrattenimento per incentivare le presenze che, seppure siano ancora con un segno meno, a marzo hanno registrato un rialzo. realtà che, secondo quanto annunciato dai vertici del Casinò, è dovuta anche al coinvolgimento del territorio: Comune, associazione Insaintvincent, Consorzio Saint Vincent Turismo, stabilimento termale, DeVere Concept (società esterna che coordina l’organizzazione di eventi) e la Casinò de la Vallée Spa.

  La fidejuossione è stata emessa dalla Banca Popolare di Sondrio. “Abbiamo onorato il nostro impegno”, ha detto Di Matteo. Che, di recente, ha illustrato la situazione finanziaria del Casinò: un passivo calcolato tra i 18 e i 20 milioni, inferiore ai 46 milioni del 2016. Numeri in rosso in cui sono compresi, parole dell’amministratore unico, i 12 milioni determinati dalla legge Fornero e i 6-8 milioni per gli ammortamenti. “Una gestione societaria alla pari, quasi in positivo”, la sua conclusione.

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