Prima Pagina>Economia>Flat Tax, il sogno degli italiani per pagare meno tasse: “Vantaggi solo per i ceti più abbienti”
Economia

Flat Tax, il sogno degli italiani per pagare meno tasse: “Vantaggi solo per i ceti più abbienti”

Lef, l’ Associazione per la legalità e l’equità fiscale), simulando i conteggi, ha dimostrato che i contribuenti che risparmieranno saranno solo quelli che dichiarano redditi superiori a 20 mila euro

Italia in odore di governo e cittadini che già sognano l’attuazione della Flat Tax per pagare meno tasse, cavallo di battaglia del programma della Lega di Matteo Salvini. Pare, però, che la riforma dell’Irpef potrebbe portare vantaggi solo al 40,1% della platea, lasciando fuori il restante 59,9%, pari a 24,4 milioni di persone circa.

Esclusi dai benefici, coloro che dichiarano un reddito fino a 20.000 euro. E’ quanto emerge da uno studio di Lef (Associazione per la legalità e l’equità fiscale), che ha esaminato gli effetti della riforma proposta dal partito di Matteo Salvini. Il minor gettito previsto è pari a 40,8 miliardi a cui vanno aggiunte le imposte delle addizionali regionali e comunali pari a 16,5 miliardi per un minor gettito complessivo di 57,3 miliardi. Su un totale di circa 41 milioni di contribuenti che presentano la dichiarazione Irpef, a beneficiare degli sconti sarebbero circa 16,4 milioni che dichiarano oltre 20.000 euro, con un risparmio che cresce al crescere del reddito fino a superare i 40.000 euro per chi dichiara 200.000 euro.

Le simulazioni fatte da LEF mostrano che, per chi dichiara un reddito di 30.000 euro, lo sconto fiscale sarà di 1.662 euro l’anno, per un reddito di 40.000 euro ci sarebbero in media 3.457 euro di sconto l’anno. Si sale a 6.062 euro di minori imposte a quota 50.000 euro, e si superano le due cifre per i fortunati che possono contare su un reddito di 75.000 euro (-11.591 euro). I contribuenti che dichiarano 100.000 euro pagherebbero in media 17.436 euro in meno. Lo ‘sconto’ fiscale salirebbe a 28.731 euro per i redditi di 150.000 euro e arriverebbe fino a 40.988 euro per i redditi di 200.000 euro.

Lelio Violetti, responsabile centro studi di LEF, spiega: “I redditi dai 20.000 euro in giù ci potrebbero addirittura rimettere con l’introduzione di un’aliquota unica al 15%, se non fosse per la clausola di salvaguardia, prevista dalla proposta, che consentirebbe di mantenere la tassazione attuale, provando però l’indigenza familiare attraverso l’indice Isee”. Le elaborazioni di Lef mostrano che per un reddito di 7.500 euro l’aggravio fiscale medio sarebbe di 492 euro l’anno e andrebbe ancora peggio a chi dichiara 10.000 euro, che dovrebbe pagare 769 euro di tasse in più. 

Il sistema pensato dalla Lega abolisce anche la figura del sostituto d’imposta, di conseguenza tutti coloro che hanno solo redditi da lavoro dipendente, e che oggi non devono presentare nulla, nel mondo fiscale del carroccio dovranno effettuare le dichiarazioni da soli. Chi guadagna di meno – secondo LEF – si troverebbe nella situazione che ”oltre a non aver alcun vantaggio dalla proposta, vedrebbe aumentare in modo significativo i suoi adempimenti”.

Rispondi