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Fra Berlusconi e Prodi, torna la «zarina» delle dismissioni di immobili pubblici

Il successo di SCIP 1
In queste operazioni Spitz è stata in prima linea. L’operazione SCIP 1 – l’acronimo Scip sta per “società cartolarizzazione immobili pubblici” – è avviata nel dicembre 2001 con la cessione di 27.250 unità a uso residenziale e di 262 immobili a uso commerciale, per un valore lordo complessivo inizialmente valutato in 5.100 milioni di euro e poi rideterminato in 3.830 milioni, da parte di sette enti previdenziali pubblici (Enpals, Inail, Inpai, Inpdap, Inps, Ipost e Ipsema) alla società veicolo (SCIP), costituita ad hoc. L’operazione va bene: a fronte della cessione degli immobili, la società corrisponde agli enti cedenti il ricavo, al netto delle spese, di due emissioni di titoli rispettivamente di 1.000 e 1.300 milioni di euro, per un ammontare complessivo di 2.300 milioni di euro.

La battuta d’arresto di SCIP 2
Meno positivo il bilancio della SCIP 2. È avviata nel dicembre 2002 sulla scia del successo di Scip1 con la cessione di 53.241 unità a uso residenziale e di 9.639 unità immobiliari ad uso commerciale, per un valore lordo complessivo pari a circa 7.787 milioni di euro, da parte degli stessi enti previdenziali pubblici e dello Stato alla società veicolo. I problemi e gli intoppi incontrati dall’operazione, a cominciare dai ricorsi relativi agli immobili di pregio, determinano un rallentamento delle vendite, al di sotto delle previsioni, che rende necessaria la ristrutturazione del debito di SCIP2, effettuata ad aprile 2005 mediante l’emissione di tre nuove serie di titoli per un ammontare complessivo di 4.370 milioni di euro. Alla fine una legge del febbraio 2009 stabilisce che gli immobili non ancora non venduti nell’ambito delle due operazioni Scip1 e Scip2 vengano ritrasferiti agli enti previdenziali, che devono a loro volta pagare un corrispettivo pari al debito residuo di Scip: 1,7 miliardi circa.

La conferma sotto l’esecutivo Prodi
Dopo la fase di stallo registrata nel 2004, tra quell’anno e il successivo arrivano altre due operazioni, con i fondi Fip e Patrimonio 1. Questa volta le amministrazioni pubbliche mettono direttamente sul mercato gli immobili di proprietà ai fondi e poi li riaffittano. Alla scadenza del primo contratto, lo Stato restituisce quanto ha incassato. Nel febbraio 2007 il Governo Prodi II conferma Spitz alla direzione dell’agenzia del Demanio (ne uscirà nel 2008).

L’esperienza di Invimit
A giugno 2013 cambia ancora la strategia: nasce Invimit, Investimenti Immobiliari Italiani Sgr Spa, una società detenuta al 100% dal Mef con il compito da un lato di gestire il fondo dei fondi di programmi di valorizzazione immobiliari pubblici, dall’altro quello di garantire gestione diretta di fondi immobiliari di patrimoni immobiliari di Enti pubblici, territoriali e statali. Elisabetta Spitz è amministratore delegato. Una nota del Mef rende noto che il Cda Invimit nel 2013 ha stabilito per l’ad un compenso pari a 300mila euro l’anno.

L’addio dopo cinque anni
Lascerà l’incarico nel dicembre del 2018, cinque anni dopo, presentando dimissioni con effetto immediato. «Ho garantito fin qui la continuità della società e sono orgogliosa del raggiungimento di tutti gli obiettivi del 2018 grazie al lavoro profuso da tutti i dipendenti e collaboratori della società – commenta il futuro supercommissario per completare il Mose -. Sono stati anni intensi in cui abbiamo trasformato una start-up pubblica in una Sgr competitiva e profittevole». È la fine di una storia.

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