deficit/pil al 2,2%, crescita a +0,6%

Il documento elenca anche 23 Disegni di legge che saranno collegati alla manovra in cantiere. Tra questi compare il green new deal, la revisione del superticket e anche un nuovo disegno di legge sull’Autonomia differenziata. In lista anche la riforma del Catasto immobiliare e la riduzione del cuneo fiscale

di Vittorio Nuti

30 settembre 2019


Ecco cos’è e perché è così importante la Nadef

5′ di lettura

Sterilizzazione delle clausole di salvaguardia dell’Iva, riduzione del cuneo fiscale « già dall’anno prossimo», e avvio di un’operazione di contrasto dell’evasione fiscale «come mai fatto in passato». Sono le gambe su cui si muove la Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza come raccontata dal premier Giuseppe Conte in conferenza stampa dopo il varo del Cdm. «Ho chiesto al Parlamento la fiducia su 29 punti programmatici», e con la manovra «il governo inizia a realizzarli», assicura Conte.

Il premier illustra a grandi linee le priorità di bilancio del governo sostenuto da una maggioranza Pd e M5S. «Vogliamo perseguire un “Family Act” che metta ordine a tutta la selva di agevolazioni e tax expenditures a favore delle famiglie», spiega ai giornalisti, annunciando anche « un segnale alle persone con disabilità» con «l’adozione di un Codice per la disabilità». Un altro obiettivo del “Conte 2” è «la modernizzazione del Paese, la digitalizzazione, la semplificazione burocratica» e una «svolta verde, per orientare tutto il sistema verso l’economia circolare e proteggere da subito il nostro ambiente».

Gualtieri: «Volteremo pagina su evasione fiscale»
Conte respinge poi al mittente l’accusa di aver sovrastimato il gettito ricavabile dalla lotta all’evasione fiscale (7 miliardi). «Ci sono varie stime in circolazione: considerate che proprio oggi un quotidiano ha pubblicato stime su transazioni elettroniche di 46 pro capite in Italia, contro la media europea di 135 a persona. Se si colmasse il gap, si stima il recupero di 12,5 miliardi», sottolinea Conte.
Sul tema interviene anche il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri (Pd) per annunciare «un Patto per modernizzare il sistema dei pagamenti digitali e al tempo stesso attraverso la maggiore tracciabilità concorrere al recupero significativo» di gettito, centrando l’obiettivo dei 7 miliardi che si legge nella NaDef. «L’enorme sacca di evasione fiscale è una sfida che dobbiamo affrontare, non risolveremo mai i problemi strutturali se non voltiamo pagina sul’evasione fiscale», ragiona il ministro, che annuncia anche l’arrivo di ” bond verdi” per sostenere gli investimenti ambientali. «Vorremmo emettere titoli di debito italiani esplicitamente destinati a sostenere gli investimenti nella sostenibilità ambientale». Il ministro ha escluso invece l’ipotesi di una rimodulazione delle aliquote Iva, che non fa parte delle possibili coperture della manovra.

I numeri della NaDef
Rapporto deficit/Pil al 2,2% nel 2020, all’ 1,8% nel 2021 e all’1,4% nel 2022. Pil a +0,6 (dopo l’incremento nullo registrato quest’anno) per il 2020, per poi salire a +1% nel 2021 e 2022 a fronte «dell’1,5 per cento e dell’1,6 per cento stimati nella NaDef 2018». Il rapporto Debito/Pil si attesta invece a 135,2% per il 2020, al 133,4% per il 2021 e al 131,4% nel 2022. È quanto prevedono le 120 pagine della Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (NaDef) approvate a Palazzo Chigi dal Consiglio dei ministri. La riunione, partita in ritardo sul programma, è durata circa un’ora.

Disinnescato l’aumento automatico dell’Iva
Secondo la NaDef, «la manovra di finanza pubblica per il 2020» comprenderà «la completa disattivazione dell’aumento dell’Iva», che vale 23 miliardi di euro. Confermato quindi il disinnesco dell’aumento automatico dell’Iva previsto dall’ultima legge di Bilancio annunciato alla vigilia della riunione dal premier Giuseppe Conte. Previsto anche «il finanziamento delle politiche invariate per circa un decimo di punto di Pil e il rinnovo di alcune politiche in scadenza (fra cui gli incentivi Industria 4.0)». Nel triennio 2020-2021 il Governo potrà anche contare su 0,2 punti Pil dalla voce privatizzazioni (3,6 miliardi nel 2020, 7,2 miliardi nel biennio 2021-2022, nessuna entrata nel 2019). «Tali obiettivi, si legge, comprendono dividendi straordinari e altri proventi finanziari destinati al Fondo di ammortamento del debito pubblico».

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