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Governo: un mini-programma in 26 punti dove entrano tv, turismo e Roma «più vivibile»

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Bozza di programma, la nuvola con le parole chiave realizzata con Wordclouds.

Un accenno alla spending review
Con quali risorse? Su questo tema, le linee del programma faticano parecchio a entrare nei dettagli. Ci sono i «margini di flessibilità» da trattare con la nuova commissione Ue perché «abbiamo bisogno di un’Europa più

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solidale, più inclusiva, soprattutto più vicina ai cittadini». E nell’ultimo testo, oltre alla web tax, entra anche un accenno alla spending review e al riordino degli sconti fiscali, tema ricorrente ma finora mai tradotto in misure. Senza numeri, però, e senza nemmeno indicazioni su possibili filoni di intervento.

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Rendere la Capitale più vivibile
Il governo giallo-rosso, e questa è la novità dell’ultima ora, vorrà prendere in mano anche la situazione della Capitale guidata con parecchia fatica dalla giunta a Cinque Stelle. Negli obiettivi ufficiali si parla di rendere la Capitale «sempre più vivibile», nella realtà si tratterebbe di ripartire quasi da zero per rimediare a un disastro amministrativo iniziato molto prima dell’arrivo di Virginia Raggi. Anche su questo, le Linee di programma si guardano bene dal dire come intervenire. Ma intorno al Campidoglio potrebbe muovere i primi passi il tentativo di portare anche nelle amministrazioni locali le prove di alleanza fra Pd e Cinque Stelle. Sempre che Rousseau sia d’accordo.

Decreti sicurezza da «aggiornare»
Sull’immigrazione, il dibattito sui decreti sicurezza sfocia nell’obiettivo dell’«aggiornamento» dei testi per «seguire le recenti osservazioni del Presidente della Repubblica». Una formulazione sfumata, che prova ad accontentare le richieste Pd senza però imporre ai Cinque Stelle nessun tipo di ripensamento profondo sui decreti.

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