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I nodi per la chiamata al lavoro tra dati e indirizzi incompleti

In attesa del d-day del 24 giugno, quando cioé i centri per l’impiego accenderanno la macchina delle convocazioni per le offerte di lavoro dei titolari del reddito di cittadinanza, sono ancora molti i nodi da sciogliere per chi quella macchina dovrà azionarla e farla marciare.

C’è innanzitutto la questione degli elenchi, un file Csv inviato dal ministero del Lavoro insieme ad Anpal con tutti i nominativi dei beneficiari dell’assegno da avviare ai percorsi di lavoro oppure ai servizi sociali. «Nel file – spiega Paola Cicognani, direttrice dell’Agenzia regionale per il lavoro dell’Emilia Romagna – saranno indicati solo i titolari del reddito e non il nucleo familiare: il problema è che stando alla norma anche i familiari potrebbero essere obbligati all’attivazione di percorsi di lavoro». L’auspicio è «che in queste settimane si lavori su questo fronte in modo che il 24 di giugno saremo nelle condizioni di avere i dati di tutti i componenti della famiglia obbligati alle politiche attive», prosegue.

Intanto il Veneto ha già messo sul piatto 2.300 posti di lavoro in 330 aziende del territorio. «Abbiamo incrociato domanda e offerta nel corso di Incontralavoro, la giornata di recruiting della regione – spiega Tiziano Barone, direttore dell’agenzia Veneto Lavoro -. Dal 24 giugno convocheremo i beneficiari del reddito di cittadinanza per un colloquio individuale e per completare la scheda personale: se la posizione sarà subito spendibile avvieremo le procedure per il collocamento, in caso contrario avvieremo i percorsi di formazione e tirocinio».

In Abruzzo i problemi principali si annidano negli elenchi. «I nominativi – spiega Franco D’Amico, responsabile dei sistemi informativi del lavoro e coordinatore di tutti i Cpi abruzzesi – ci saranno inviati sulla base della residenza e non del domicilio: questo comporterà un disallineamento nell’esatto bacino da convocare». Ma non solo. «Negli elenchi dei percettori della Naspi – spiega – i beneficiari dell’indennità sono stati registrati con l’indirizzo email dei vari patronati che prendevano in carico i cittadini. E ora il rischio è lo stesso: senza email personale avremo difficoltà a contattarli». I centri per l’impiego abruzzesi sono già presi d’assalto da richieste di lavoro e le prime stime parlano di una presa in carico di 120mila persone.

L’orizzonte è più chiaro, però, sul fronte delle convocazioni andate deserte: «Se il beneficiario non si presenta – spiega Barone – deve inviare una giustificazione adeguata per ottenere un secondo appuntamento». In caso contrario, spiega Paola Cicognani, «scatta immediatamente la segnalazione all’Inps con tutte le conseguenze del caso».

Volando più alto, però, ci sono questioni normative ancora irrisolte. Tanto per citarne una, il principio della congruità dell’offerta di lavoro. «È un aspetto dirimente – dice Cicognani – e che ancora non è stato chiarito: cosa si intende per “congruo”?» E ancora la extraterritorialità della terza offerta di lavoro: «Su quali criteri decideremo – conclude Cicognani – chi mandare a lavorare in Sicilia o in Campania?».

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