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I piani di Shell per contenere l’aumento della temperatura della Terra

shell petrolio cambiamenti climatici

PAUL ELLIS / AFP

Stabilimento Shell in Scozia

È il terzo scenario messo a punto dalla Shell, dopo Oceans e Mountains, si chiama Sky ed è il percorso che la multinazionale dell’energia olandese ha disegnato per raggiungere gli obiettivi (entro il 2070) degli Accordi di Parigi e contenere l’aumento della temperatura media globale al di sotto dei 2 °C. Sullo sfondo, la decarbonizzazione del sistema energetico mondiale, un obiettivo che, secondo Sky, comporta “ripensare quasi interamente l’economia mondiale entro un lasso di tempo relativamente ristretto, ovvero entro i prossimi 50 anni”.  

Le sette condizioni di Sky

Shell ha indicato 7 condizioni per raggiungere gli obiettivi di Sky: un cambiamento nella mentalità del consumatore, un’accelerazione nell’efficienza dell’uso dell’energia. E poi, meccanismi di determinazione del prezzo della CO2 che siano adottati dai governi a livello globale nel corso del decennio 2020. Un tasso di elettrificazione dell’energia finale più che triplicato. Nuove fonti di energia, con l’energia primaria derivante da fonti rinnovabili che nel decennio 2050 eclissi i combustibili fossili.

E poi ancora, la realizzazione di circa 10 mila strutture di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica. In questo modo si raggiungerebbe il livello zero di deforestazione netta con la riforestazione di un’area delle dimensioni del Brasile che offrirebbe la possibilità di limitare il surriscaldamento a 1,5 °C.

La sfida numero uno

L’aumento della popolazione, secondo lo scenario di Shell, lo sviluppo, nuovi servizi energetici e l’uso esteso dei servizi esistenti continueranno a far aumentare sensibilmente la domanda di energia, anche se rallentata da rapidi incrementi di efficienza.

Zero emissioni in 50 anni   

Raggiungere Sky comporterebbe il riconsiderare “l’intera economia globale per ottenere zero emissioni nette in appena 50 anni”. Il percorso verso le “net zero emissions” entro il 2070 comporta cambiamenti a tutti i livelli dell’economia e del sistema energetico. Una delle tendenze più importanti è l’elettrificazione: la crescente sostituzione dell’uso diretto di combustibili fossili (come la benzina per la mobilità) con l’elettricità.

Elettrificazione

In tema di elettrificazione, secondo Shell, già nel 2030 più della metà delle vendite globali di auto dovrebbe riferirsi a vetture elettriche, per estendersi al 100% entro il 2050. In tutte le altre forme di trasporto, i biocarburanti svolgono un ruolo fondamentale in Sky, a causa del continuo ricorso ai combustibili liquidi come scelta d’elezione per i combustibili ad alta densità energetica, in relazione alla necessità di ridurre le emissioni di CO2. Anche l’idrogeno rientra nel mix su larga scala nel decennio 2030. Il cambiamento nell’industria richiesto per le zero emissioni nette segue un percorso più incrementale, che risponde al rialzo dei prezzi dell’anidride carbonica da parte dei governi. 

I combustibili fossili

Per i combustibili fossili, in Sky, i primi segnali della transizione emergono nel decennio 2020. I picchi della domanda di petrolio iniziano a diminuire entro il decennio 2030. Entro il 2070, anche se in calo, la produzione di petrolio rimane considerevole, a 50 milioni di barili al giorno, a causa dell’ampia gamma di servizi che ancora questa fonte energetica fornisce. I biocarburanti integrano sempre più il mix di combustibili liquidi, il carbone diminuisce rapidamente, con il picco già alle nostre spalle. Il gas naturale svolge un importante ruolo nei primi decenni nel soppiantare il carbone nella generazione di energia a sostegno dell’intermittenza delle energie rinnovabili. La domanda inizia gradualmente a scendere solo dopo il 2040. 

Sistema di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica

Sky comporta cambiamenti significativi in tutti i settori di produzione di gas serra, perché limitarsi alle emissioni derivanti dal settore energetico non sarebbe sufficiente per il raggiungimento degli obiettivi climatici globali. Secondo l’analisi, nel 2070 il sistema energetico risulterebbe a zero emissioni nette, con l’uso di energia fossile dimezzato e in calo e con le emissioni di CO2 gestite attraverso la tecnologia diretta di cattura e stoccaggio dell’anidride carbonica.

Zero deforestazione entro il 2070

Nello stesso orizzonte temporale, il restante utilizzo di combustibili fossili da applicazioni di difficile sostituzione equivale a circa 16 miliardi di tonnellate di CO2 all’anno di emissioni potenziali. Anche la deforestazione, in base allo scenario, raggiungerebbe il livello zero netto entro il 2070 e una riforestazione su vasta scala potrebbe accompagnare l’intero processo, con la possibilità di limitare ulteriormente il surriscaldamento.

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