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Economia Sardegna

Il “tesoro” di Cagliari” nel dossier di Confartigianato conta 21mila imprese, quasi 57mila addetti e oltre 2 miliardi di euro

Luca Murgiano

Più di 21mila imprese, quasi 57mila addetti e oltre 2 miliardi di euro di valore aggiunto: ecco il “tesoro” di Cagliari nel dossier di Confartigianato. Murgianu e Spada (Confartigianato Sud Sardegna): “Taglio della burocrazia e sviluppo dell’edilizia tra le proposte degli artigiani per lo sviluppo del sistema produttivo e dell’intera città”.

Oltre 2 miliardi di valore aggiunto, più di 21mila imprese, di cui 3mila artigiane,  e lavoro per quasi 57mila addetti.

E’ questo il “tesoro di Cagliari” che emerge dal dossier elaborato dall’Ufficio Studi di Confartigianato Imprese Sardegna che, analizzando i dati di Istat, UnionCamere e Mef degli ultimi dal 2013 al 2018, ha fotografato la situazione del sistema produttivo e della popolazione del Capoluogo che presto andrà al rinnovo dell’Amministrazione Comunale.

E’ una Città con due facce quella descritta dai dell’Associazione Artigiana: nella prima crescono le attività produttive, gli abitanti e le famiglie, nella seconda diminuiscono le imprese artigiane e il reddito pro capite dei cittadini.

Malgrado una crisi ancora difficile da sconfiggere, batte forte il cuore imprenditoriale del Capoluogo, una vera miniera di attività, affari, economia, lavoro diretto e indiretto; il “sistema”, infatti, negli ultimi 5 anni ha visto accrescere di 630 unità il proprio “patrimonio produttivo”, passato dalle 20.650 unità per arrivare alle attuali 21.280, che offre lavoro a 56.630 addetti, ma che ha anche assistito alla scomparsa di 301 attività artigiane, passate dalle 3.102 e arrivate alle attuali 2.801, nelle quali continuano a produrre 5.526 lavoratori.In tutta Cagliari, ben 14.222 imprese operano nei Servizi (il 66,8% di tutte le attività), 2.027 nelle Costruzioni (il 9,5%), 1.290 nel Manifatturiero (il 6,1%) e il 3.741 in altre tipologie di impresa. Le prime 10 divisioni di attività per maggior numero di imprese totali sono: Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) con 4.028 imprese, pari al 18,9% delle 21.280 imprese totali presenti nel comune, Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) con 1.863 imprese, pari all’8,8% del totale, Attività dei servizi di ristorazione con 1.566 imprese, pari al 7,4% del totale, Costruzione di edifici con 1.304 imprese, pari al 6,1% del totale, Attività immobiliari con 754 imprese, pari al 3,5% del totale, Altre attività di servizi per la persona con 690 imprese, pari al 3,2% del totale, Lavori di costruzione specializzati con 660 imprese, pari al 3,1% del totale, Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli con 536 imprese, pari al 2,5% del totale, Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative con 434 imprese, pari al 2,0% del totale e Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici con 403 imprese, pari all’1,9% del totale.

Tra queste osserviamo, sempre negli ultimi 5 anni (2013-2018), un incremento del numero di imprese di ristorazione (254 imprese in più), dei servizi per la persona (94 imprese in più), Commercio al dettaglio (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) che conta 71 imprese in più, Attività immobiliari (66 imprese in più) e Costruzione di edifici (27 imprese in più). Resta invece stazionario il numero di imprese per Commercio all’ingrosso e al dettaglio e riparazione di autoveicoli e motocicli. Al contrario, si registra una dinamica negativa per Lavori di costruzione specializzati (-17 imprese), Attività dei servizi d’informazione e altri servizi informatici (-20 imprese), Attività ausiliarie dei servizi finanziari e delle attività assicurative (-22 imprese) e Commercio all’ingrosso (escluso quello di autoveicoli e di motocicli) (-117 imprese).
“Un ambiente favorevole alla nascita di nuove imprese – continuano Murgianu e Spada – ha molto a che fare con l’organizzazione che l’Amministrazione ritiene e sceglie di darsi per rispondere a tutte le esigenze che -prevedibilmente – porta con sé la nascita e lo sviluppo di nuove attività economiche”. “Chi assiste ai dibattiti tra politici in cui si tratta di economia e di imprese – sottolineano Presidente e Segretario – ha l’impressione che a Cagliari esistano solo le imprese turistiche e quelle complementari a questo settore. Il comparto del turismo è molto importante e ben e si fa a lavorare a un suo consolidamento”. “Tuttavia – proseguono i rappresentanti dell’Associazione Artigiana – in città convivono anche tante categorie imprenditoriali altrettanto importanti che necessitano di grande attenzione da parte del decisore pubblico”.

 

fonte: SardegnaImpresa

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