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Innovazione, in Italia un lavoro su cinque sparirà entro un quinquennio

Il rapporto è di Global Talent Trends Study 2018 di Mercer e solo un terzo delle aziende si sta attrezzando per ridurre i rischi

Il 71% dei top manager italiani prevede che almeno un ruolo su cinque nella propria organizzazione cesserà di esistere nei prossimi cinque anni. Un dato tra i più alti a livello globale, di gran lunga superiore rispetto al 53% medio. Eppure, le imprese del nostro paese non si stanno muovendo abbastanza in fretta per ammortizzare i rischi che questa previsione comporta, per tutelare se stesse e i propri dipendenti. Solo il 31% delle aziende italiane sta aumentando l’accesso ai corsi di apprendimento online (il 9% in meno rispetto alla media globale) e ancora meno (il 17%) sta promuovendo attivamente la rotazione tra ruoli all’interno dell’azienda (anche qui la percentuale è di 9 punti sotto la media complessiva).

Lo afferma il rapporto Global Talent Trends Study 2018 di Mercer.

Lo studio è stato realizzato mettendo a confronto i punti di vista di 7.600 tra alti dirigenti, responsabili delle risorse umane e dipendenti in 57 paesi. In questo modo sono state identificate cinque tendenze che coinvolgeranno la forza lavoro nel 2018. «A mio parere – spiega Silvia Vanini, partner deputy career leader di Mercer – in Italia la sfida per il capitale umano portata dall’industria 4.0 si incontra con le peculiarità del business model, caratterizzato da componenti a elevata artigianalità e del tessuto produttivo nazionale. A nostro parere, come per altri momenti di discontinuità, è proprio in queste fasi iniziali che si sta tracciando uno spartiacque tra le realtà più proattive e le altre, laddove solo le prime si stanno attrezzando per gli impatti organizzativi del cambiamento».

Tutte le aziende italiane interpellate da Mercer hanno detto di aver inserito l’innovazione nel proprio piano d’azione per l’anno e il 96% sta pianificando cambiamenti nel disegno organizzativo. Le aziende affermano spesso di voler concedere maggiore flessibilità agli utenti, ma allo stesso tempo trovano più semplice assumere collaboratori già formati che formare quelli interni.

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