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Economia

Ires, le imprese dichiarano il 17,7% in più ma una su tre è ancora in perdita

DICHIARAZIONI 2018

Le società di capitali hanno dichiarato un reddito imponibile ai fine Ires di 143,1 miliardi di euro con un incremento del 17,7% rispetto al 2016

di Marco Mobili e Giovanni Parente

20 gennaio 2020


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2′ di lettura

Nell’anno d’imposta 2017 le società di capitali hanno dichiarato un reddito imponibile ai fine Ires di 143,1 miliardi di euro con un incremento rispetto all’esercizio 2016 del 17,7% in più. In particolare tra le società in regime ordinario hanno fatto registrare un incremento del 12,1% rispetto all’anno precedente, concentrato soprattutto nei settori del commercio all’ingrosso e al dettaglio (+12,3%)e nel «manifatturiero» (+9,4%).

Dalla fotografia scattata dal dipartimento delle Finanze sulle dichiarazioni dei redditi presentate nel 2018 e riferite all’anno d’imposta 2017, emerge anche che il 30% degli imprenditori ha dichiarato di essere in perdita mentre il 7% ha chiuso l’esercizio in pareggio. Continua, poi, la grande fuga dall’Irap: i contribuenti soggetti all’imposta regionale sulle attività produttive si sono ridotti complessivamente del 3,6%, ma la contrazione sulle persone fisiche è stata superiore al 7% in un anno, quella della società di persone del 4,3% rispetto all’anno d’imposta 2016.

Cresce l’Ires
Nell’anno d’imposta 2017 le dichiarazioni delle società di capitali sono state circa 1,2 milioni, in crescita rispetto all’anno precedente del 2,7 per cento. L’89,1% delle società di capitali si è dichiarata al Fisco come società a responsabilità limitata. Il 63% dei soggetti ha dichiarato un reddito d’impresa ai fini fiscali,mentre il 30% ha dichiarato una perdita e il 7% ha chiuso l’esercizio in pareggio. Il reddito fiscale dichiarato ammonta a 173,3 miliardi di euro e presenta, secondo l’analisi del Dipartimento, in costante aumento (+6,1%). Tra i settori in cui si riscontra un incremento del reddito vi sono: trasporto e magazzinaggio (+14,9%), attività finanziarie ed assicurative (+7,2%), commercio all’ingrosso e dettaglio (+5,5%) e attività manifatturiera (+4,3%).

L’Irap spacca in due l’Italia
Dalle dichiarazioni del 2018 non emerge soltanto la fuga dall’imposta regionale. Secondo i dati del Mef l’Irap spacca in due l’Italia. La distribuzione territoriale sulla base del luogo in cui è svolta l’attività produttiva ha evidenziato che il 52% dell’imposta è prodotta al Nord e il 16% al Sud.

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